Il sindaco dopo l’arresto della baby gang: «Grazie ai carabinieri, la città è sicura»

Chiavenna. Della Bitta plaude il lavoro dei militari, che in due mesi hanno risolto il caso. «Noi lavoriamo ogni giorno affinché i nostri bambini e giovani girino tranquilli e questo aiuta»

Chiavenna

Chiavenna tira un bel sospiro di sollievo dopo l’individuazione della baby gang che, nei mesi scorsi, era diventata l’incubo dei giovanissimi studenti che da Chiavenna ogni mattina si servono del treno per raggiungere gli istituti scolastici nel resto della provincia di Sondrio o la più vicina Colico, oppure che arrivano a Chiavenna per studiare nelle scuole cittadine, talvolta provenienti dai paesi della Valchiavenna stessa.

Il timore, infatti, era quello di finire, nella stazione o sul treno durante il viaggio, nel mirino di un gruppo di quasi coetanei provenienti dal mandamento di Morbegno. Un gruppo che si serviva dei mezzi pubblici per mettere a segno rapine, compiere aggressioni e minacce. Ma i carabinieri del tenente Aldo Leone, comandante la locale Compagnia, con i militari della Stazione Cc guidata dal luogotenente Gim Toni De Masi e i colleghi della caserma di Morbegno agli ordini del luogotenente Antonio Sottile, dopo un’indagine durata circa due mesi, hanno messo fine ai raid, fermando i presunti responsabili grazie alla raccolta di importanti prove.

Nelle ultime ore, infatti, c’è stata l’esecuzione di sei misure cautelari emesse dai Tribunali, quello dei minori di Milano, e quello ordinario di Sondrio. Rapina aggravata in concorso, lesioni volontarie e resistenza a pubblico ufficiale le imputazioni per i cinque minorenni finiti nei guai, tra cui due ragazze, e un diciannovenne quest’ultimo rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale. A breve ci saranno gli interrogatori di garanzia per l’unico maggiorenne dietro le sbarre e per gli altri, due condotti al carcere minorile Beccaria di Milano, un altro paio in comunità educative in Valtellina e a Pesaro e una giovanissima, infine, costretta al domicilio della famiglia (l’equivalente degli arresti domiciliari degli indagati adulti). Sulla svolta nelle indagini è intervenuto anche il sindaco di Chiavenna.

“Desidero ringraziare di cuore a nome della comunità di Chiavenna i carabinieri, le forze dell’ordine e la magistratura - ha dichiarato il primo cittadino Luca Della Bitta -. Si tratta di una risposta importante che è frutto di una scelta condivisa di lanciare segnali chiari che non c’è spazio per violenza e illegalità nella nostra città. Chiavenna è ancora, a differenza di altre realtà dell’alto lago o della bassa Valtellina che evidenziano problemi, una città sicura. E vogliamo che continui ad essere cosi. Una città dove ragazzi e bambini possono muoversi in autonomia e in piena serenità e tranquillità, senza paure”.

Il sindaco Della Bitta sottolinea che “l’intervento delle forze dell’ordine rappresenta la risposta migliore che, in situazioni come queste, si deve sempre riuscire a dare. E si unisce a un importante lavoro di investimento sui giovani che la nostra città sta facendo con il lavoro del tavolo permanente per i giovani attivato lo scorso anno. Si tratta di un’attività che coinvolge tutte le agenzie educative della nostra città, ossia oratori, scuole, servizi sociali, associazioni e terzo settore, società sportive. E’, questa, una sfida che vogliamo vincere insieme...E questa iniziativa delle forze dell’ordine, nella fattispecie dei carabinieri della Compagnia di Chiavenna, rappresenta una parte integrante del percorso condiviso”.

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