Alta Valle: stop al trasporto scolastico per le Olimpiadi, i genitori non ci stanno

La decisione di sopprimere gli autobus dedicati agli studenti dell’Alta Valle durante le Olimpiadi suscita malumori. Un genitore: «È un diritto allo studio negato».

Grosotto

La cancellazione del trasporto scolastico riservato agli studenti delle scuole superiori in Alta Valle durante il periodo olimpico e la conseguente attivazione da parte dell’Ufficio scolastico provinciale su base volontaria della didattica a distanza, solleva parecchi malumori tra i genitori.

Gian Franco Dell’Acqua di Grosotto, genitore di una studentessa del liceo scientifico Pinchetti, solleva il caso: «Apprendo che i sette autobus dedicati agli studenti dell’alta valle verranno soppressi e mi faccio alcune domande. Il trasporto degli studenti è da considerarsi un servizio pubblico? L’abbonamento annuale pagato dalle famiglie e in diversi casi dai Comuni, è a tutti gli effetti un contratto che prevede la somministrazione di un servizio dietro il pagamento di un corrispettivo?».

Per il cittadino grosottino che fa parte anche del gruppo di minoranza in consiglio comunale, «l’evento sul territorio arriva come una calamità per i residenti, che si trovano ad essere limitati nei loro spostamenti e per gli studenti e i pendolari che devono chiedersi se è il caso di chiudersi in casa come ai tempi del Covid? Ritengo fondamentale che il diritto degli studenti a frequentare la scuola in presenza venga riconosciuto come una priorità assoluta dalle istituzioni. La possibilità di accedere regolarmente agli ambienti scolastici non dovrebbe essere compromessa, soprattutto in occasione di eventi straordinari come quello delle Olimpiadi Milano Cortina 2026».

Il disagio, secondo Dell’Acqua, poteva essere evitato: «Se ci fosse stata la reale volontà da parte di chi ha responsabilità nell’organizzazione dell’evento e in generale delle istituzioni, il tempo per analizzare e riorganizzare il sistema dei trasporti locali in vista del periodo olimpico non sarebbe mancato. Le Olimpiadi sono un evento previsto da anni e, proprio per questo, sarebbe stato possibile pianificare per tempo soluzioni che garantissero la continuità del servizio di trasporto per gli studenti. La scelta di “tagliare” gli autobus destinati al servizio degli studenti che ogni giorno si spostano dai paesi dell’alta valle per frequentare gli istituti di Tirano e Sondrio e di “rimodulare” allo stesso modo le corse che portano i ragazzi dal Tiranese a Bormio, rappresenta una decisione che incide negativamente sul diritto allo studio. Tale riduzione penalizza i ragazzi e le loro famiglie, che vedono venir meno un servizio essenziale proprio in un momento in cui sarebbe necessario garantire la massima accessibilità alla scuola. Insieme a molti altri genitori e ragazzi, sento la necessità che qualcuno dia risposte concrete agli interrogativi sollevati».

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