Bianzone, viticoltore travolto e ucciso con la sua cagnolina: fiori sul luogo della tragedia

Un mazzo di fiori ricorda Angelo Albino Cominetti, pensionato di 76 anni, e la sua cagnolina, vittime di un incidente. Il dolore della comunità.

Bianzone

Un mazzo di fiori deposto nel punto esatto in cui la vita si è spezzata. È il gesto silenzioso con cui, nella giornata di ieri, i familiari hanno voluto ricordare l’uomo e la sua cagnolina travolti venerdì mattina lungo la statale 38, all’altezza dell’Alex Bar, nel territorio comunale di Bianzone. Un segno semplice, composto, che racconta più di molte parole la tragedia che ha colpito il paese e che continua a suscitare dolore e riflessione, trasformando per qualche istante un luogo di passaggio quotidiano in uno spazio di raccoglimento.

La vittima, Angelo Albino Cominetti, aveva 76 anni ed era un viticoltore in pensione, conosciuto e stimato in paese. Viveva a Bianzone con il figlio Cristopher, a poca distanza dal luogo dell’investimento. Lascia anche una figlia, Jlenia. Con lui, quella mattina, c’era la sua cagnolina Luna, bianca e nera, presenza costante nelle sue abitudini quotidiane. Entrambi hanno perso la vita sul colpo, senza che i soccorritori potessero fare nulla.

I funerali non sono ancora stati fissati, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. In paese, intanto, il dolore si mescola allo sgomento e al senso di incredulità per una tragedia avvenuta a pochi passi dalle abitazioni, in un tratto di strada che molti residenti attraversano o costeggiano ogni giorno, spesso senza percepirne appieno i rischi.

La notizia ha avuto un’ampia eco anche sui social network, dove sono comparsi centinaia di commenti. Moltissimi i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia, ma non sono mancate osservazioni critiche, talvolta espresse con toni spiacevoli, legate alla presenza, poco distante dal punto dell’incidente, di un sottopasso pedonale, ritenuto da alcuni poco utilizzato.

Senza entrare nel merito delle polemiche, è possibile che il pensionato sia stato tradito dall’abitudine o dalla convinzione che, a quell’ora del mattino, quando il traffico non è ancora particolarmente intenso, l’attraversamento a raso potesse essere sicuro. Una valutazione che, purtroppo, si è rivelata fatale.

Proprio sui social è intervenuto anche il genero di Cominetti, che ha voluto ringraziare chi ha espresso parole di affetto e solidarietà. «Ci avete fatto sentire meno soli», ha detto. Ma ha anche rivolto un appello a chi ha commentato con leggerezza o durezza: «Quando succedono queste disgrazie si parla spesso senza pensare che dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno che sta soffrendo, con un dolore enorme. Evitate parole inappropriate o fuori luogo, perché a casa, nel silenzio, c’è qualcuno che sta davvero male».

Un richiamo al rispetto e all’umanità, mentre sul luogo della tragedia restano i fiori, il silenzio e una comunità che cerca di stringersi attorno a chi resta, nel tentativo di elaborare una perdita che ha lasciato un segno profondo.

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