Cronaca / Tirano e Alta valle
Venerdì 30 Gennaio 2026
Livigno, inaugurato il nuovo Policlinico olimpico con tecnologie avanzate
Un investimento di 12 milioni di euro per un presidio sanitario di eccellenza, con area radiologica e ambulatori riorganizzati. Modello per la sanità del futuro.
Livigno
«Ad inizio 2025 era stato firmato un accordo fra Regione Lombardia, Comune di Livigno, Asst Niguarda e Asst Valtellina e Alto Lario per realizzare un presidio sanitario a 230 chilometri da Milano ed ora possiamo dire di avere un pezzo di Niguarda a 1816 metri di altitudine con una radiologia degna di un medio-grande ospedale metropolitano. Un orgoglio, un’autentica legacy olimpica e soprattutto una grande opportunità per la popolazione residente e turistica di Livigno e di tutta l’Alta Valtellina, per potersi sottoporre sul posto ad esami ad alta complessità. Ed apriremo come Cup queste diagnostiche a tutti coloro che vorranno beneficiarne».
A dirlo, in sede di inaugurazione del Policlinico olimpico di Livigno, del reparto radiologico nuovo di zecca e dell’area dei poliambulatori, pure riorganizzata e implementata, è stato ieri Alberto Zoli, medical care manager di Milano-Cortina 2026 per la Lombardia e direttore generale dell’Asst Niguarda.
«Abbiamo trasformato la Casa della sanità in un presidio quasi ospedaliero – ha detto Zoli –, dotandolo di spazi che sono propri di quel tipo di strutture. Abbiamo realizzato due nuovi ascensori montalettighe e un tunnel di collegamento fra l’elisuperficie e l’edificio in modo da evitare che i pazienti imbarellati transitino al freddo come erano soliti fare, abbiamo dotato il presidio di risonanza magnetica, Tac e tavolo Rx con sala d’attesa ad hoc al piano seminterrato, quindi l’area emergenza del Policlinico olimpico al piano terra, a lato del Punto di primo intervento, presidiato sempre dal personale del Niguarda, e infine l’area ambulatoriale al primo piano».
Un modello di sanità di cui va fiero anche Mario Melazzini, direttore generale Welfare di Regione Lombardia, che molto si è attivato negli anni scorsi, quando ancora era direttore operativo del Morelli, per garantire a Livigno un supporto sanitario quanto mai necessario.
«Oggi inauguriamo a Livigno un autentico modello per la sanità del futuro che verrà replicato ovunque e che ci verrà sicuramente copiato – ha detto Melazzini –. Frutto della completa integrazione fra due Asst, Niguarda e Valtellina e Alto Lario, fra i loro presidi e le loro maestranze, fra l’emergenza, la diagnostica e la specialistica ambulatoriale».
Un’operazione da 12 milioni di euro di cui Livigno, però, assolutamente necessitava, sia in ragione del suo isolamento geografico, sia a beneficio della sua popolazione, ma anche dei tantissimi turisti che la vivono durante l’anno, con picchi fino a 50mila persone.
«Ma non ci fermiamo qui – ha detto Melazzini –, perché stiamo pensando a un modo per trasportare a Livigno per la diagnostica e la specialistica anche pazienti fragili dell’Alta Valtellina che non hanno la possibilità di spostarsi da soli o qualcuno che li possa accompagnare».
Insomma, al di là dell’impegno olimpico, che è contingente e dovuto per una località che è venue di gare di freestyle ski per antonomasia, c’è tutto un pensiero dietro lo sviluppo dei servizi sanitari a Livigno di cui si aveva un gran bisogno.
Molto soddisfatta di questa realizzazione Ida Ramponi, direttore generale dell’Asst Valtellina «frutto della grande sinergia fra Regione, Niguarda e la nostra azienda», ha detto, e Monica Fumagalli, direttore generale dell’Ats della Montagna per la quale «è molto importante che la sanità pubblica torni protagonista in questa località e in tutta l’Alta Valtellina».
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