Tirano: il coraggio di un padre porta all’arresto di due pusher

Un cinquantenne si è presentato con le costole rotte in caserma. Dalla denuncia scaturisce un blitz e due arresti per spaccio

Tirano

Un cinquantenne del Tiranese aveva presentato querela per lesioni aggravate (30 giorni di prognosi, costole rotte) nella caserma dopo essere stato vittima di un pestaggio, avvenuto senza ragioni alcune a suo dire: «Ma quelli, oltre che ad essere violenti, sono anche spacciatori in città. Lo sapevate ?», avrebbe fatto mettere a verbale. L’uomo si era recato nell’abitazione con un preciso scopo: «Mio figlio qui non dovete più farlo entrare, è chiaro ?». Un intervento, quello del genitore, probabilmente per salvaguardare il figlio da certe tentazioni.

Nacque una collutazione, durata alcuni minuti, e il cinquantenne ebbe la peggio. I carabinieri della Compagnia di Tirano, guidata dal capitano Riccardo Angeletti, non hanno perso tempo. Volevano capire cosa fosse davvero successo, il reale motivo per cui il denunciante sarebbe stato massacrato di botte. Si sono muniti di un mandato di perquisizione, firmato dal sostituto procuratore Daniele Carli Ballola, allo scopo di sequestrare, innanzitutto, i cellulari in uso ai due giovani amici, il padrone di casa tiranese e l’ospite nato in Umbria, residente in Toscana e famiglia d’origine albanese, per controllare eventuali messaggi fra le parti e di che tenore fossero. Ieri, di prima mattina, attorno alle 8.45, i militari del Nucleo operativo e radiomobile del luogotenente Sebastiano Mastrogiovanni, con i colleghi della Stazione Cc del maresciallo maggiore Carmine Pica, bussano all’alloggio di Tirano per procedere nel sequestro: si sono presentati nell’abitazione del maggiore sospettato per eseguire il sequestro di apparati telefonici e, già che c’erano, dare un’occhiata approfondita ai locali.

Ma qui c’è stata la sorpresa. I militari, nell’alloggio, hanno scovato un buon quantitativo di droga, nella fattispecie cocaina che appariva in buono stato di conservazione, occultata all’interno di piccoli vasetti in vetro, come quelli di un tempo per il caffè. Una volta sequestrata la sostanza stupefacente è risultata pesare circa cento grammi, quindi un quantitativo non certo trascurabile nel novero dei sequestri di questo tipo di sostanza effettuati in Valtellina. Non a carico dei pusher dei boschi, ma di autentici insospettabili. Poi, nascosta in un altro contenitore, ecco spuntare altra sostanza stupefacente: si tratta di 50 grammi di hashish. Il giovane padrone di casa, prima di finire nei guai, chiama l’avvocato di fiducia, il penalista Francesco Romualdi di Sondrio, che per assistere alla perquisizione manda subito a Tirano il suo collega di studio, il giovane praticante Dylan Della Valle, per poi raggiungere anche lui l’abitazione al centro dell’operazione.

Una volta espletate le formalità di rito - informato il magistrato di turno della Procura di Sondrio, il nuovo magistrato, ossia la giovane dottoressa Tatiana Ennemoser originaria di Trento da poco in forza nel pool del procuratore Piero Basilone - i due giovani amici vengono dichiarati in stato di arresto per l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e condotti nel carcere sondriese di via Caimi, come disposto dal pm.

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