Il mercato dei mutui casa in altalena
Prima un calo del 10%, ripresa da marzo

Credito Dopo l’aumento dei tassi, rate più care del 30% per i variabili e i nuovi contratti. Sgheiz (Bcc Brianza e Laghi): «Tengono gli investimenti relativi alle nuove costruzioni»

La Bcc Brianza e Laghi conferma la tendenza segnalata nei giorni scorsi dai dati Abi di flessione nelle erogazioni di mutui casa nei primi mesi del 2023, ma nel dato locale c’è un segnale positivo di ripresa in marzo e aprile che si sta confermando anche nei mutui deliberati e ora in erogazione su maggio. E con un altro segnale: per la Bcc i mutui tengono nei centri principali di Como, Lecco e Monza per quanto riguarda le erogazioni per immobili di nuova costruzione.

Il responsabile dell’area mercato, Fabiano Sgheiz, sintetizza l’andamento spiegando che nel primo quadrimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le erogazioni dell’istituto di credito hanno segnato un calo complessivo di circa il 10%, un dato migliorato dal recupero che c’è stato proprio in marzo e aprile «perché nel confronto dei soli due mesi di gennaio e febbraio con gli stessi mesi del 2022 il dato si presentava sensibilmente peggiore».

Calo in percentuale doppia, tuttavia, nella provincia di Lecco, che nel quadrimestre registra un -20% «influenzato in modo significativo – spiega Sgheiz – dal capoluogo dove abbiamo sette filiali».

Sgheiz spiega che l’ulteriore aumento dei tassi di interesse deciso in maggio dalla Bce sta facendo selezione nel mercato dei mutui. E con un esempio spiega che chi prima degli aumenti accendeva un mutuo di valore intorno ai 120-130mila euro ora si ritrova con un incremento di rata di circa 300-400 euro, in percentuale il 30% in più. Mutui stipulati nel 2021-2022 a tasso variabile, che avevano una rata intorno agli 800 euro, oggi vedono la rata aumentata a 1.100-1.150 euro. Da qui il cambiamento della richiesta da parte dei clienti: «Il mercato sta cambiando – aggiunge Sgheiz -: da un lato i clienti della fascia medio-bassa di mercato abbassano l’importo, quindi vediamo che chi chiedeva circa 130mila euro ora è sceso a 100mila. D’altro lato si affermano le richieste relative a prezzi decisamente superiori, e ciò ovviamente riguarda una clientela con capacità di rimborso decisamente più alta».

Nella fascia più bassa la maggiora parte delle richieste è costituita da chi ha già un’abitazione e la vende per comprarne una di recente costruzione, trovandosi una certa disponibilità economica per avere un importo minore di mutui e quindi di impegno mensile nel rimborso.

E si aggiunge un altro aspetto: «Osserviamo che il mercato – aggiunge Sgheiz – si fa più selettivo anche in termini di prodotto. Abbiamo filiali che per erogato non registrano flessioni rispetto all’anno scorso e si tratta delle filiali dei centri maggiori che stipulano mutui su immobili nuovi, che costano di più rispetto all’usato dell’Alta Brianza, per prezzi fra i 2.500 e i 3mila euro al metro quadro».

Ad essere uscita dal mercato è la fascia di clientela che chiedeva il mutuo al 100% e che oggi non riuscirebbe a sostenere l’impegno della rata. Ciò investe i giovani: «i trentenni che chiedevano il mutuo per l’intero valore dell’immobile hanno oggi una difficoltà nel riuscire ad avere un rapporto rata-reddito che permetta di concludere l’operazione. Noi – aggiunge Sgheiz – tendenzialmente non superiamo l’80% di erogato sul valore totale e nei pochi casi in cui si va oltre ciò riguarda, appunto, richiedenti giovani. Ma ora si è fatta più problematica la capacità di rimborso».

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