Melgrati, una sicurezza per il Lecco

Il portierone bluceleste grande protagonista anche nella sconfitta dei suoi a Busto Arsizio. «Dobbiamo ritrovare anche in trasferta la stessa solidità mostrata in casa. Intanto occupiamoci del Padova...».

Il portiere italo brasiliano Riccardo Melgrati è stato ancora una volta tra i migliori in campo. Questa volta nella gara giocata dal Lecco a Busto Arsizio e persa 2-0. Il che non consola, perché vuol dire che questa volta ha preso due reti e rischiato di prenderne altre…

Il rigore sbagliato da Castelli nel primo tempo è stato un errore indotto anche da Melgrati che dopo aver parato quello di Pordenone (nonostante il 5-0 finale), ha rischiato di prendere anche quello del bustocco. Però l’aver intuito la giocata dell’attaccante tigrotto, ha probabilmente indotto quest’ultimo ad angolare troppo il tiro che è andato fuori… altrimenti Melgrati era sulla traiettoria.

Inoltre, la parata su Stanzani nella ripresa, sembrava aver concluso l’azione d’attacco dei padroni di casa, invece ha portato comunque al gol di Fietta. E il raddoppio è stata un’imbucata che ha messo ancora Stanzani a confronto con Melgrati. Questa volta imparabilmente.

«Qualcosa di positivo s’è visto»

Insomma, prima il rigore “fatto sbagliare” a Castelli. Poi il colpo di testa di Stanzani e il gol di Fietta. «Una volta che arrivano a concludere e cerchi di dare il meglio per far sì che l’azione si concluda - spiega il portierone bluceleste -, pensi di aver fatto il massimo. Invece sono riusciti ancora a dare palla dietro e avremmo potuto chiudere meglio… A parte il fatto che Fietta si è letteralmente inventato quel “piattone” all’incrocio. Da lì la partita è stata più complicata di prima ed è andata com’è andata. Ma dobbiamo ripartire subito».

Anche perché per Melgrati c’è poco da piangersi addosso: «La mia sensazione, anche dopo aver riguardato la partita, è che la Pro Patria non ci fosse così superiore, neanche sulla corsa. Se Mangni avesse segnato quel gol - purtroppo si è trovato la palla sotto il piede - la sensazione è che l’andamento del match sarebbe stato molto diverso. Per me non c’è stata supremazia da parte loro. Ovviamente poi gli episodi dicono che hanno fatto due gol e noi zero. Prendiamo il buono di quanto fatto, però».

Ovvero? Melgrati spiega: «Siamo stati bravi a trovare gli spazi sulle fasce laterali sia con Rossi che con Giudici. Abbiamo cambiato formazione con Lakti che si è fatto trovare pronto come sempre. Il braccetto destro ha visto la riconferma di Lepore. Qualcosa di positivo c’è stato, insomma. Dobbiamo usare queste indicazioni per migliorarci».

«Il Rigamonti fa la differenza»

Arriva il Padova, però. Una delle formazioni sulla carta più dure da affrontare. «Dura? Sì, ma sono tutte dure da affrontare - taglia corto il numero uno bluceleste - . Un’ottima squadra, costruita bene. Sono sotto le loro aspettative, ma sono anche costruiti per fare un campionato di vertice. Se affrontiamo tutte le partite con compattezza e solidità difensiva, possiamo fare male a tutti. Prima era solo una consapevolezza, ora è accompagnata dai risultati; il che ci conforta ancora di più. La sconfitta di Busto non deve scalfire le nostre certezze…».

Soprattutto in trasferta. Perché in casa non va male. Se fosse solo per i gol presi in casa, il Lecco avrebbe un’ottima difesa…: «Dobbiamo migliorare - conclude Melgrati -. Il sintetico di casa nostra, la nostra Curva e i nostri tifosi fanno la differenza. È inutile negarlo. Bisogna lavorarci su e basta. Le chiacchiere le portano via il vento. Dobbiamo ritrovare la stessa solidità mostrata in casa anche in trasferta. Ma, prima, ripartiamo dalla gara di domenica prossima. E poi ci penseremo alle trasferte…».

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