Casatenovo, chiesti tre anni per l’uomo che rapinò la Guardia Medica

La procura ha formulato la richiesta di condanna per il 34enne di Missaglia accusato di aver aggredito la dottoressa, rubando ricette e timbro. Il giovane è ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Casatenovo

Tre anni di reclusione e 1800 euro di multa per aver strappato di mano due prescrizioni mediche e un timbro alla dottoressa di turno alla Guardia medica di Casatenovo, aggredita lo scorso 4 maggio 2025.

La richiesta di condanna è stata formulata dalla procura di Lecco, nel processo con il rito abbreviato che vede un 34enne di Missaglia imputato di rapina davanti al giudice per l’udienza preliminare Salvatore Catalano.

Nel procedimento in corso, tra l’altro, l’uomo, attualmente ai domiciliari con il braccialetto elettronico dopo un periodo di permanenza in carcere per questa accusa, è stato sottoposto a perizia psichiatrica su ordine del tribunale. Quello in corso, infatti, è un processo con l’abbreviato, che concede per legge lo sconto di un terzo della pena, condizionato però all’approfondimento sulla salute mentale del 34enne.

L’accertamento, però, ha escluso che il disturbo neurologico di cui soffre l’imputato possa aver compromesso la sua capacità di intendere e volere. Di diverso avviso, invece, la conclusione del consulente della difesa, che punta a dimostrare il contrario. Sulla posizione del rapinatore, il giudice per l’udienza preliminare ha rinviato l’udienza al prossimo 24 febbraio, data in cui è prevista la lettura del dispositivo della sentenza.

Nel corso delle udienze precedenti, davanti al magistrato, l’uomo ha minimizzato gli eventi, dicendo di aver preso solo le prescrizioni precompilate per un farmaco che assume abitualmente (soffrirebbe appunto di problemi neurologici e di tossicodipendenza) e null’altro. Secondo la contestazione che gli muove la procura, invece, ha sferrato una violenta gomitata nello stomaco della dottoressa, per prendere ciò che gli interessava.

La vicenda risale ai primi di maggio dell’anno appena concluso, ma il suo arresto è avvenuto nelle settimane successive. Dopo la rapina, infatti, l’imputato si era allontanato. In brevissimo tempo, tuttavia, i militari erano risaliti alla sua identità, grazie alla descrizione e alla testimonianza della vittima. Sembra infatti che la stessa persona fosse conosciuta, non solo alle forze dell’ordine, ma anche ai medici che si danno il cambio al presidio sanitario di Casatenovo.

Nei giorni successivi al fatto, i carabinieri avevano comunque cercato più volte il 34enne per la convocazione dell’interrogatorio preliminare, novità giuridica introdotta di recente in tema di applicazione di misure cautelari, ma non erano mai riusciti a trovarlo. A quel punto è scattata l’esecuzione diretta del provvedimento restrittivo.

All’epoca del fatto, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza aveva espresso «profonda solidarietà e vicinanza alla dottoressa coinvolta», condannando fermamente la «violenza nei confronti degli operatori sanitari».

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