È morto Paolo Di Nunno, ex presidente del Lecco. Riportò i blucelesti in B

Artefice della promozione in seconda serie dopo 50 anni, è morto a Cormano per un malore improvviso. Lascia otto figli e tredici nipoti. Il cordoglio della società. Aliberti: «Enormemente dispiaciuto. Un vero appassionato del pallone, come pochi ce ne sono stati».

Lecco

Paolo Leonardo Di Nunno è scomparso oggi dopo le 17, all’improvviso a 76 anni. Così come gli sarebbe piaciuto: senza soffrire, dopo un malore improvviso, lasciando tutti di stucco. Un ultimo «coup de theatre», a modo suo, anche se questa volta terribile, tristissimo, che lascia tutti increduli. Il presidente del Lecco più famoso dopo Mario Ceppi, il più vincente dopo il “presidentissimo”, quello che aveva saputo portare il Lecco in serie B dopo 50 anni, il più vulcanico di tutti, quello che non aveva peli sulla lingua, ma anche un cuore grande così. Quello che amava visceralmente il Lecco, tanto da arrivare a insultarne i tifosi come si fa con l’amata quando la passione travalica la ragione dopo una stagione fallimentare in B, anche se sembra un paradosso. Tutto in lui era un paradosso. Tutto e il contrario di tutto. Senza logica, senza spiegazioni, ma con un fil rouge, anzi bluceleste, a legare ogni sua azione: l’amore per il rischio, per la scommessa. Un rivoluzionario, a suo modo, uno che nessuno poteva incasellare né frenare quando decideva di dire quello che voleva dire. Un canosino “doc” che era migrato dalla sua amata Puglia tra mille difficoltà e che aveva trovato a Milano e poi nella sua Cormano una seconda patria, fondando la Evg, Elettronica Video Games.

A raccontare cosa sia successo è l’ex addetto stampa del Lecco, Paolo Di Nunno Junior incredulo e affranto. Era attaccatissimo al nonno: «Sono in fiera per la ditta, in Spagna, a Barcellona. Mi ha telefonato mio padre (il figlio maggiore di Paolo di Nunno, Biagio, detto Gino, n.d.r.). Mi ha raccontato che nonno si è sentito male, ha avuto un malore, non respirava più e non sono riusciti a rianimarlo, nonostante il personale dell’ambulanza sia accorso subito. Era nell’appartamento sopra la ditta a Cormano, dove andava a riposare quando si stancava». Il ricordo, con le lacrime e il rimpianto, sono un tutt’uno: «Mio nonno è stato il numero uno in assoluto. Il coraggio che ha avuto lui nella vita, in pochi possono averlo. Io non conosco nessuno come lui. È da stimare. È uno che dai problemi ha fatto fiorire un impero e una grande famiglia. Non stava bene, ma aveva una forza di volontà incredibile. Era irrefrenabile».

La tragedia oggi pomeriggio dopo le 17. «Aveva dei dolori, ma gli capitavano spesso: allora andava in ospedale, faceva il tagliando e ritornava». Fa fatica a parlare Paolo Di Nunno. Ma una cosa la dice con certezza: «Lui è rimasto bluceleste fino alla fine, fino all’ultimo. Doveva vendere agli Aliberti, ma non si decideva. Non avrebbe mai voluto farlo. È stato male un giorno intero quando si è deciso. L’abbiamo dovuto convincere anche perché non ce la faceva più fisicamente».

Paolo Leonardo Di Nunno lascia tredici nipoti e otto figli. Per l’allora vicepresidente Gino, per il presidente più giovane d’Italia Cristian, e per tutti gli altri figli, Paolo Leonardo Di Nunno è stata una figura mitica: «Per tutti noi che lavoravamo con lui, e praticamente lo fanno tutti i figli, è sempre stato una figura di riferimento – spiega Paolo Jr -. Posso dire che per mio padre, per i suoi fratelli, per noi nipoti, fosse più che un genitore. Anche in ditta, era un esempio. Abbiamo imparato tutti da lui a lavorare, a sudare... Quando parlava lui, tutti tacevano e ascoltavano. Anche ieri, anche stamattina che l’ho sentito per l’ultima volta... Ci ha chiamati per chiedere come stesse andando in fiera. È andato a dormire e poi si è sentito male. Non ci posso ancora credere... non mi capacito».

Il funerale e le sue modalità sono ancora tutte da stabilire. E anche se saranno in forma privata o pubblica.

La società Calcio Lecco 1912 esprime dolore e cordoglio per la scomparsa di Paolo Di Nunno. «Presidente dal 2017 al 2024, uomo appassionato che ha segnato per sempre la storia della società, ottenendo una promozione dalla Serie D alla C per poi riportare la squadra in Serie B nel 2023, a cinquant’anni di distanza dall’ultima volta», il ricordo.

Aniello Aliberti, presidente della Calcio Lecco 1912: «Sono enormemente dispiaciuto per la perdita di Paolo, un uomo che ha dato tanto alla Calcio Lecco 1912 e al mondo dello sport in generale. Un vero appassionato del pallone, come pochi ce ne sono stati». Francesco Aliberti, vicepresidente: «Custodirò per sempre nel mio cuore tutte le nostre chiacchierate. Ciao Paolone».

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