Cronaca / Lecco città
Venerdì 23 Gennaio 2026
Lecco, Santo Stefano: residenti esasperati per la mancanza di parcheggi
La riduzione dei posti auto sul lungolago e la carenza di garage privati acuiscono la competizione tra residenti, pendolari e lavoratori. Crescono le proteste nelle vie limitrofe.
Lecco
Nel quartiere Santo Stefano continua lo stillicidio della ricerca del parcheggio. I lavori che hanno tolto dal lungolago una novantina di posti auto, stanno semplicemente facendo ammattire i residenti che competono con pendolari, turisti occasionali e lavoratori per i posti pubblici. Viale Turati non concede da tempo più nessun parcheggio se non per breve tempo.
L’assenza dei garage privati, visto che molti condomini risalenti agli anni ’50-’60, ne hanno di piccolissimi e comunque al massimo uno per appartamento, costringe i residenti a parcheggiare la oramai indispensabile seconda auto (per nucleo famigliare) in strada. Ma la concorrenza è diventata spietata. Chi, infatti, entra a Lecco la mattina per andare al lavoro nel capoluogo o per andare a prendere il treno verso Milano e prima parcheggiava gratis sul primo tratto di lungolario Piave, IV Novembre e Cadorna, oramai si rivolge a tutte le vie circostanti il lungo lago: di via Spirola avevamo già tracciato l’identikit del disagio, ma ora proteste si levano anche da via Fratelli Calvi, via Malpensata, via Sondrio, via Sirtori, via Capodistria.
Oramai non c’è traversa del lungolago che non abbia problemi di parcheggio e residenti, ma anche le poche attività rimaste si lamentano. «Non si trova più un posto “bianco” in zona – confessa Giovanni che in via Belvedere lavora da decenni – e il parcheggio della Malpensata è sempre costantemente pieno, anche se ci sarebbe il disco orario. La gente, d’altronde, preferisce rischiare la multa che andare a posteggiare a pagamento in zone molto lontane da qui e fuori mano rispetto al centro».
In via Fratelli Calvi, strada a doppio senso, nei pressi di via Spirola, le auto sono posteggiate ovunque e alcuni residenti hanno lamentato il fatto che, chiamata la polizia locale, è stato risposto loro che non si può intervenire a multare mancando la strada di segnaletica orizzontale e verticale sulla sosta. Fatto sta che a volte via Calvi diventa, di fatto, un senso unico alternato. Per non parlare di via Belvedere dove trovare un posteggio è diventato impossibile in ogni ora del giorno e della notte. Chi il posteggio lo trova, magari per la seconda auto, non muove più la macchina, neanche se è su uno stallo per disabili.
Ci è stato segnalato un posteggio disabili su via Belvedere con un furgone legittimamente parcheggiato (ha il contrassegno), ma che non viene mosso da almeno quattro-cinque mesi. La locale, intervenuta, non può fare niente: si può posteggiare e lasciare lì l’auto per mesi se si è in regola con l’assicurazione (e si ha il tagliando disabili non scaduto). Ma i casi di auto “abbandonate” o meglio “di presidio” al prezioso parcheggio, è sempre più nota la presenza in tutto il quartiere. Una situazione già difficile prima dei lavori, ma che ora è diventata critica. E alcuni negozianti si sono chiesti perché, in attesa dell’arrivo dell’autosilos che dovrebbe nascere alle Caviate in scambio volumetrico per l’albergo del futuro, non si possa riprendere un vecchio (e fantomatico) progetto di costruire un silos per auto nel già esistente parcheggio privato all’incrocio con via Palestro, al semaforo di viale Turati, sopra il Tigotà. Ma di questo progetto, però, sembra non esserci più nessuna traccia, se mai c’è stato davvero.
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