Cronaca / Lecco città
Mercoledì 28 Gennaio 2026
Lecco: un parco, un museo e tre condomini nel futuro dell’ex Icam
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’osservazione dei privati con alcune modifiche. Definito un limite all’altezza e una quota di alloggi convenzionati.
Lecco
Un parco urbano, un museo del cioccolato con un outlet commerciale da 600 metri quadri e tre edifici a destinazione mista residenziale – servizi con una quota dedicata ad alloggi per giovani e anziani. In teoria questo dovrebbe essere il futuro dell’ex area Icam, dismessa dal 2010. In pratica, la realizzazione di questo scenario rischia di essere complessa tanto quanto è stato difficile il dibattito sul futuro di quest’area sviluppatosi in consiglio comunale a cavallo tra lunedì e martedì nell’ambito della maratona per l’approvazione del nuovo piano di governo del territorio.
Ma andiamo con ordine. Con un voto all’unanimità, l’assise ha accolto in parte l’osservazione del privato, secondo cui le volumetrie previste dal piano per la riqualificazione del sito erano «insostenibili sia come demolizione sia come improbabile recupero» e quindi vanno ridotte, ma ha fissato un vincolo sull’altezza massima dei nuovi edifici a 20 metri, mentre il privato poneva il limite a 26,5 metri, pari all’altezza massima dei capannoni attuali.
A questo risultato si è arrivati dopo l’accordo tra maggioranza e minoranza per votare insieme un emendamento presentato da Corrado Valsecchi di Orizzonte per Lecco con cui si ribaltava la proposta di controdeduzione dell’amministrazione, che respingeva la richiesta del privato. Lunedì sera, quando era quasi mezzanotte, primo colpo di scena: i pareri favorevoli formulati dai tecnici di palazzo Bovara sia sull’emendamento di Valsecchi sia sull’emendamento della maggioranza, ritirato dopo l’accordo, erano sbagliati; pertanto, tra lo stupore bipartisan dell’aula, il voto è rimandato alla sera successiva quando i pareri favorevoli vengono definitivamente confermati.
A creare scompiglio sono stati i dubbi rispetto all’opportunità di inserire un’altezza massima di 20 metri a fronte delle raccomandazioni di Provincia e Soprintendenza di porre un’altezza massima più bassa. Come precisato dall’ingegnere Alessandro Crippa, dirigente dell’Area sviluppo e territorio del Comune, sull’area ex Icam non c’è vincolo paesaggistico, quindi l’autorizzazione paesaggistica su un eventuale progetto di riqualificazione sarà di competenza esclusiva della commissione comunale per il paesaggio.
Subito dopo l’approvazione dell’emendamento di Valsecchi la maggioranza ha presentato e approvato un ordine del giorno con cui impegna la giunta a «garantire un obiettivo di reperimento di servizi abitativi pari al 50% della superficie di base del progetto e al 20% della superficie premiale», ovvero quella derivante dall’acquisto di «crediti edilizi». Il documento tocca un punto nodale: in origine il pgt prevedeva che il 70% della superficie totale degli edifici frutto della riqualificazione fosse destinato ad edilizia residenziale pubblica; nell’osservazione del privato, accolta dal Consiglio, compare invece la disponibilità «a seguito di specifiche richieste, ad inserire delle quote di superficie per alloggi liberi convenzionati», le quali «verranno compensate con la riduzione proporzionale degli importi inerenti: standard, oneri e relativi contributi».
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