«A Dubai tutto bene». La casatese Laura Penati racconta la vita dopo la guerra

Da dieci anni lavora negli Emirati arabi uniti. «La reazione è stata molto rassicurante»

Casatenovo

La situazione negli Emirati Arabi Uniti, al centro dell’attenzione internazionale per le recenti tensioni geopolitiche, viene analizzata attraverso l’esperienza diretta di Laura Penati, cittadina originaria di Casatenovo residente a Dubai da dieci anni.

La testimonianza, raccolta grazie alla collaborazione della madre Mirca Corbetta, e riportata da Corrado Frigerio, amministrazione del gruppo “Sei di Casatenovo se (l’originale)”, offre uno spaccato della quotidianità nel distretto di Business Bay, dove la residente brianzola opera come F&B Director nel settore alberghiero, smentendo le narrazioni improntate all’allarmismo circolate negli ultimi giorni.

Nonostante l’eccezionalità degli eventi in un’area storicamente considerata un’oasi di stabilità, Penati descrive un contesto di estrema organizzazione istituzionale e fermezza. Il governo locale ha gestito l’emergenza attraverso comunicazioni capillari inviate direttamente sui telefoni cellulari di residenti e turisti, fornendo istruzioni precise sulla sicurezza, come l’invito a evitare spostamenti non necessari e a tenersi lontani da porte e finestre durante le fasi critiche, esortando al contempo la popolazione a non cedere al panico e a fare affidamento esclusivamente sui canali ufficiali.

«La reazione del Paese e del governo è stata molto forte e rassicurante, facendoci sentire protetti in un momento difficile» spiega la concittadina, sottolineando l’impatto psicologico positivo della presenza delle massime autorità, tra cui il presidente degli Emirati Arabi Uniti e lo sceicco di Dubai, nei luoghi pubblici e nei centri commerciali. Secondo la testimonianza, tale visibilità istituzionale ha trasmesso un senso di normalità che ha permesso alla comunità di proseguire le proprie attività lavorative e sociali senza le scene di panico descritte da alcuni media internazionali. Le criticità maggiori si sono registrate sul fronte dei trasporti a causa della chiusura temporanea dello spazio aereo, che ha impedito a numerosi turisti di lasciare il Paese.

Laura Penati riferisce di aver prestato assistenza diretta in hotel durante la notte di sabato scorso: «Il desiderio di rientrare dei turisti non è dettato dalla paura — la vita qui continua normalmente tra spiagge e ristoranti — ma semplicemente dalle responsabilità professionali e personali di ciascuno». L’incertezza sulla durata delle restrizioni al volo rimane l’elemento di maggiore frustrazione per i viaggiatori, mentre per i residenti la percezione della sicurezza resta elevata grazie ai sistemi di difesa avanzati della nazione. Al momento, la situazione a Dubai appare stabile e sotto il controllo delle autorità locali. Laura Penati conferma la volontà di rimanere negli Emirati, definendo la città come il proprio punto di riferimento professionale e personale anche nell’attuale contesto storico.

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