Casatenovo, nuova asta per l’ex area Vister: base ribassata

L’area è in pessime condizioni e necessita di bonifica e messa in sicurezza. Previsti interventi di riqualificazione con spazi residenziali, terziari e commerciali.

Casatenovo

Il Tribunale di Lecco ha indetto per il prossimo 25 marzo una nuova asta giudiziaria per la vendita del compendio industriale dismesso situato tra via Greppi, via Casati e viale Don Rossi, storicamente noto come ex area Vister. Dopo che il primo tentativo di alienazione dello scorso dicembre è andato deserto, il prezzo base è stato fissato a 907.500 euro, con un’offerta minima accettabile di 680.625 euro.

L’operazione rientra nella procedura esecutiva immobiliare promossa dalla Banca popolare di Sondrio nei confronti della società Immobiliare Casatenovo srl. Il complesso, esteso su una superficie territoriale di circa 44.000 metri quadri, versa attualmente in pessime condizioni conservative. Le perizie redatte dall’ing. Vincenzo Buizza e dal geom. Davide Fumagalli descrivono un sito costituito da cinque fabbricati industriali in disuso, aree di pertinenza, una zona a verde e un parcheggio pubblico utilizzato per il mercato comunale. Nonostante le strutture portanti non siano considerate pericolanti, la relazione tecnica evidenzia gravi criticità che gravano sul valore del bene, a partire dall’amianto, con circa 6.000 metri quadri di coperture in pannelli di fibrocemento che necessitano di rimozione e smaltimento. C’è poi la questione del potenziale inquinamento, con circa 13.000-14.000 metri quadri di terreno che richiedono interventi di bonifica ambientale a causa della presenza di inquinanti nel sottosuolo, come emerso dalle analisi Arpa. Infine, sono stati stimati costi per circa 94.880 euro per interventi urgenti di messa in sicurezza volti a tutelare la pubblica incolumità.

L’area è classificata dal Piano di governo del territorio (Pgt) di Casatenovo come «Ambito di Trasformazione 2» (AdT2) e inserita nel patrimonio edilizio dismesso con criticità. Il progetto di riqualificazione prevede una trasformazione radicale delle funzioni: la volumetria esistente potrà essere convertita in spazi residenziali, terziari, ricettivi e commerciali. Secondo le stime previsionali, l’intervento complessivo di rigenerazione potrebbe comportare costi di costruzione e gestione superiori ai 23 milioni di euro, a fronte di potenziali ricavi di vendita stimati oltre i 27 milioni di euro. La vendita avverrà in modalità senza incanto presso lo studio del notaio Matteo Bullone a Lecco. I soggetti interessati dovranno depositare le offerte entro le 12 del 24 marzo 2026. La gestione del bene è attualmente affidata al custode giudiziario, l’avvocato Matteo Basso, incaricato di coordinare le visite al sito.

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