Cronaca / Merate e Casatese
Martedì 20 Gennaio 2026
Nuovo ponte di Paderno, sindaci uniti contro la Regione
«Dal 2021 nessun confronto concreto sugli impatti del viadotto e sulle conseguenze per il traffico nei dintorni»
Paderno
I quattro sindaci dei Comuni di prima fascia si sono schierati contro il progetto del nuovo ponte San Michele, accusando la Regione di non aver fornito soluzioni concrete sui problemi di mobilità e impatto ambientale.
I primi cittadini di Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago hanno risposto alle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Terzi, rivendicando il diritto a essere coinvolti nelle decisioni che riguardano i loro territori. La vicenda si trascina da anni. Secondo quanto ricostruito dai sindaci, l’ultimo tavolo di confronto con la Regione risale a dicembre 2021. Da allora, nessuna delle questioni sollevate dalle amministrazioni comunali avrebbe trovato risposta.
Al centro delle preoccupazioni, l’incremento del traffico veicolare previsto dall’infrastruttura: «Studi indipendenti confermano scenari più che preoccupanti, destinati a peggiorare sensibilmente la mobilità dei nostri territori», hanno dichiarato i quattro sindaci. Tra i dati citati nella nota, l’aumento di almeno 2.000 mezzi pesanti e il raddoppio dei transiti automobilistici complessivi. A questo si aggiunge l’incertezza sul numero di treni merci che transiteranno sul raddoppio ferroviario collegato al ponte. «Quando abbiamo chiesto quanti treni merci passeranno, ci è stato detto che non si sa ancora», hanno sottolineato. I sindaci hanno respinto l’accusa di essere contrari alle infrastrutture, ricordando di aver avanzato proposte alternative durante il dibattito pubblico aperto da Rfi.
«Abbiamo sostenuto ipotesi concrete: ponti e strade posizionate sui nostri territori e non altrove, strutture che potevano essere urbanisticamente e ambientalmente più sostenibili», si legge nel comunicato. Secondo i primi cittadini, queste soluzioni sarebbero state bocciate senza un confronto approfondito. Un’altra richiesta rimasta inevasa riguarda lo studio delle infrastrutture stradali connesse al ponte, che le amministrazioni vorrebbero valutare contestualmente al posizionamento dell’opera e non successivamente. I sindaci hanno inoltre lamentato di non essere stati coinvolti nei tavoli decisionali tra Regione e province, nonostante i loro comuni subiranno gli effetti diretti del progetto. «Il fatto che verremo coinvolti nelle conferenze di servizi, dove la nostra presenza è dovuta per legge, non può essere una risposta sufficiente», hanno affermato Gianpaolo Torchio, sindaco di Paderno d’Adda, Danilo Villa di Verderio, Marco Magni di Robbiate e Fabio Vergani di Imbersago. I quattro amministratori hanno rivendicato di rappresentare la voce dei cittadini che, secondo loro, «dovranno convivere per almeno un secolo con le conseguenze di quanto viene deciso oggi».
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