Robbiate, allarme furti: il trucco della pizza per svaligiare le case

L’ex presidente del Robbiate Calcio smaschera il raggiro: un giovane con la scusa della consegna pizza cercava di capire se in casa c’era qualcuno. Allerta anche a Novate e Imbersago.

Robbiate

Il trucco della consegna della pizza per controllare se l’abitazione è occupata o se si può entrare e rubare senza rischi. È uno dei trucchi messi in atto negli ultimi tempi nel meratese da parte di ladri, topi d’appartamento, piccoli malviventi che spazzolano le case soprattutto nel tardo pomeriggio o all’ora di cena, quando scende il buio.

L’ha scoperto sulla propria pelle Luigi Mapelli, ex presidente del Robbiate Calcio, che vive in via Monte Robbio, zona dove già in passato hanno colpito. «Un presentimento l’aveva avuto mia moglie già domenica, quando con mio figlio sono andato a vedere la partita del Lecco. Si è barricata in casa con tanto di martello vicino al televisore e intenti bellicosi se qualcuno avesse tentato qualcosa, per fortuna non è successo nulla».

È invece successo martedì sera. La famiglia si trovava in casa, era più o meno l’ora di cena, quando sentono suonare al campanello del citofono, abitano in una palazzina con sei appartamenti ed il citofono è diviso in due, una parte del piccolo condominio aveva le serrande abbassate.

Risponde proprio Mapelli: «Dalla telecamera ho visto che era un ragazzo alto e magro, dall’accento e dall’aspetto sembrava tunisino o egiziano. Ha detto: consegna pizze. Ma nessuno le aveva ordinate, ho chiesto allora a chi avrebbe dovuto consegnarle, mi ha risposto al 20, ma noi siamo al 18. Aveva in mano solo un biglietto, nessun cartone della pizza».

A quel punto Mapelli chiede per che pizzeria stesse consegnando, ed il giovane risponde citando un noto locale robbiatese. «Li conosco, oggi li ho chiamati chiedendo se avessero fatto consegne di pizze nella nostra zona, la risposta è stata del tutto negativa. E questo ha confermato i miei sospetti, tutto in quel giovane suonava strano, da come parlava a come si comportava e questo mi ha fatto scattare il campanello d’allarme. Ne ho parlato anche con i miei figli, parenti ed amici, e mi hanno confermato che in zona, a Novate come ad Imbersago, hanno già usato questo trucco per verificare chi si trova in casa e quali appartamenti invece siano liberi».

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