Cronaca / Oggiono e Brianza
Venerdì 06 Marzo 2026
Rogeno, Badante accusa il figlio dell’anziana di averla ferita con un bicchiere: assolto in tribunale
Il Tribunale di Lecco ha riqualificato il reato in lesioni colpose. L’uomo si è sempre dichiarato innocente ed ha querelato la badante per calunnia. La vicenda durava dal 2023.
Rogeno
Era stato querelato dalla badante della madre per lesioni aggravate dall’uso dell’arma Gianni Rossin, 59 anni, residente a Rogeno.
La Procura gli contestava il delitto di lesioni volontarie aggravate dall’uso dell’arma (impropria), ovvero un bicchiere di vetro, che avrebbe utilizzato per ferire Merrous Souad, delitto per il quale è prevista la pena della reclusione.
A giudizio perché avrebbe, secondo la badante marocchina di anni 35, che lavorava da un anno nell’abitazione dell’anziana madre dell’imputato, causato lesioni consistite in una ferita lacero contusa al polso sinistro con prognosi di 10 giorni nella serata del 14 febbraio 2022 colpendola con un bicchiere di vetro (considerato arma impropria dall’ex art. 585 del Codice Penale) al culmine di una discussione avuta con l’uomo e la donna per alcune presunte mancanze lavorative. Il tutto sotto gli occhi della madre del Rossin, Maria Isacco, deceduta nel 2024 all’età di 94 anni, che prima di morire aveva riferito essere stata la badante ad andare in escandescenza, rompendo stoviglie e spargendo sangue per tutta la casa e procurandosi da sé la ferita.
Non è stato però possibile sentire la signora in aula, essendo deceduta tempo prima dell’istruttoria, iniziata nel gennaio 2026.
L’imputato Rossin, difeso di fiducia dall’avvocato Francesco Romualdi del Foro di Sondrio e difeso in aula su delega dal praticante avvocato Dylan Della Valle che ha svolto l’intera istruttoria e discusso, ha sempre sostenuto la sua innocenza.
«Sono molto soddisfatto dell’esito del processo» ha dichiarato al termine del processo il dottor Della Valle. «Appena usciti dall’aula il cliente mi ha abbracciato e ringraziato per il lavoro svolto. Il nostro assistito si è sempre dichiarato innocente fin dall’inizio. La sua versione dei fatti, sostenuta peraltro dai testi ascoltati durante il dibattimento, ci è sempre sembrata coerente e lineare. Abbiamo dunque deciso di andare a dibattimento per dimostrare la sua totale estraneità ai fatti. Peraltro, non appena ha scoperto di essere indagato ha subito sporto querela per calunnia nei confronti della badante della madre. Fin da subito, in udienza predibattimentale, ho chiesto sentenza di non doversi procedere perché non vi era ragionevole previsione di condanna sulla base degli atti di indagine. Questo ed il fatto che lo stesso pm abbia chiesto l’assoluzione piena confermano la bontà delle scelte e delle tesi difensive».
Il Tribunale di Lecco, in composizione monocratica, nella persona del giudice Gian Maria Marletti, previa riqualifica del reato in lesioni colpose, ha, infatti, pronunciato sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto, ossia assoluzione piena. Le motivazioni della sentenza saranno rese note fra 40 giorni.
«Si chiude con un ottimo esito la vicenda durata 3 anni per Rossin, indagato dal 2023 e imputato dal 2025 – sottolinea Della Valle – con tutto lo stress che la sottoposizione a un processo penale comporta, in particolare per una persona come lui, non abituata ad essere al centro di un processo penale impegnata nel sociale da anni, come volontario della Protezione civile. Il nostro assistito, inoltre, è dipendente di un’importante azienda lecchese».
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