Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 19 Gennaio 2026
Mantello, parla la collega del geometra scomparso: «Cose strane prima che sparisse»
Rosa Barri ha lavorato per anni insieme a Ivano Camarri ««La tapparella non era abbassata. Lo faceva sempre. E aveva detto a clienti che andava in pensione»
Mantello
L’inchiesta sulla scomparsa del geometra Ivano Camarri, 70 anni, residente a Mantello va verso l’archiviazione. Per lunghi mesi, dopo che nella mattinata del 13 dicembre 2023 se ne erano perse le tracce, carabinieri e Procura hanno indagato a fondo per cercare di arrivare alla soluzione di questo giallo. Allontanamento volontario, gesto estremo o intervento di terzi ? A un certo punto fu anche aperto un fascicolo, sempre contro ignoti, per l’ipotesi di omicidio.
Nulla di concreto
Ma ogni pista battuta, compreso quella economica con un affare magari finito male che portò il professionista a un forte indebitamento bancario, non è approdata a nulla di concreto.
A giorni il giudice delle indagini preliminari, Fabio Giorgi, fisserà la data per la valutazione della richiesta di archiviazione, presentata dal procuratore Piero Basilone con il sostituto Giulia Alberti, titolari delle indagini condotte inizialmente dai carabinieri del Norm della Compagnia di Chiavenna - dopo la denuncia presentata dalla moglie Clara alla caserma di Traona - e poi dai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando provinciale.
Gli investigatori hanno ascoltato numerose persone, effettuato verifiche sui lettori di targhe per cercare di individuare la Opel Astra grigia con la quale si era allontanato da casa, controllare se l’uomo avesse effettuato prelievi bancari (ne sono stati accertati nei giorni precedenti la scomparsa) e tante altre attività tecniche. Una volta archiviata, l’inchiesta potrà essere riaperta se dovessero sopraggiungere nuove necessità investigative.
Abbiamo intervistato la professionista che è stata a lungo collega di studio di Camarri, a Dubino, in via Cavour.
«Ho lavorato con lui dal 1992 sino a quando, nel 2006, sono stata eletta sindaco di Dubino - ricorda Rosa Barri, 63 anni -. Avevamo uno studio associato, poi io fui costretta a lasciare per incompatibilità a causa della mia elezione. Cessato il mio incarico di amministratore pubblico ho ripreso l’attività come libera professionista. Pochi giorni prima della sua scomparsa avevo rilevato delle cose strane».
Di cosa si tratta? «Quindici giorni prima aveva detto a clienti che non avrebbe potuto completare una loro pratica per l’agibilità di un fabbricato in paese perchè finalmente il 31 dicembre sarebbe andato in pensione. Chiesero, allora, se avessi potuto occuparmene io. Risposi di sì, a patto che mi portassero la documentazione necessaria. Rinnovai l’invito una settimana prima la sua sparizione e il cliente disse che non lo trovava mai in ufficio. Lo rassicurai: “Non si preoccupi, ci penso io a chiedere a Ivano. L’ufficio è accanto al mio garage. Controllo quando c’è la luce accesa e scendo a chiedergli la documentazione”».
«Era scrupoloso»
Ma è andata effettivamente così? «Tenevo d’occhio, a me non costava fatica. La sera precedente la scomparsa rientro alle 18, è già buio. Ma nell’ufficio la luce è spenta, la sua auto che solitamente parcheggia davanti all’ufficio non c’è. Tuttavia sono molto incuriosita dal fatto che Ivano non abbia abbassato la tapparella. Era attento, scrupoloso: prima di uscire lo faceva sempre, non si dimenticava mai. E la mattina successiva si è diffusa la voce in paese che non fosse mai rincasato. Non ho mai raccontato questi particolari ai carabinieri perché non sono mai stata convocata in caserma, il mio nome probabilmente non compare sulle sue agende: sapeva il mio numero di telefono a memoria».
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