Addio a Elvira De Vincenzi, pioniera della pizza a Sondrio

Con il marito Cosimo Flauto aprì la prima pizzeria della città nel 1962. Il ricordo del figlio Fausto: “Mamma presente anche durante la malattia”

Sondrio

È mancata giovedì sera, nel reparto di Cure palliative del presidio di Morbegno, Elvira De Vincenzi, vedova Flauto, 78 anni, di Sondrio, una vita appresso al forno della pizzeria Capri di via Maffei, gestita dal figlio Fausto.

Che non si capacita della sua dipartita «perché – dice – è come se la mamma fosse ancora lì, seduta al suo posto, a controllare il forno a distanza. La sento che mi brontola appresso come era solita fare. Qui era felice, la pizzeria è sempre stata la sua vita. Una donna magari di poche parole, ma forte, coraggiosa, determinata e, soprattutto, autonoma. Si arrangiava da sola in tutto, voleva essere indipendente. Basti dire che ha voluto fare l’intervento alla cataratta nel febbraio scorso, quando già era ammalata, sospendendo anche la cura, pur di poter ottenere il rinnovo della patente. Che le hanno dato a settembre».

Mamma Elvira mancherà, indubbiamente, ai figli Fausto e Rosangela e ai nipoti Daniele, Claudio, Malika e Fabian, e mancherà anche a quanti erano soliti incontrare il suo sguardo nel preciso istante in cui varcavano la soglia della pizzeria Capri di proprietà della famiglia. La prima famiglia di pizzaioli di Sondrio perché era stato il marito di Elvira, Cosimo Flauto, nel 1962, ad aprire la prima pizzeria di Sondrio in piazzale Bertacchi.

«Mia zia Rosa, mancata due mesi fa a 94 anni, aveva aperto la prima pizzeria a Lecco, nel 1958 ed aveva tantissimi clienti che arrivavano dalla Valtellina – racconta Fausto –, per cui mio padre ha pensato che poteva essere interessante aprire un locale a Sondrio e lo ha fatto. Ha lasciato Tramonti, sulla costiera amalfitana da dove arrivava, ed è venuto in Valtellina dove ha incontrato mia mamma. Che non ha nulla a che vedere con Napoli anche se parla perfettamente il napoletano. Era nata a Mantova e cresciuta ad Aprica dove il padre si era trasferito come cantoniere. Poi la famiglia era scesa a Sondrio e qui ha incontrato mio papà. Anche i tratti della mamma rimandavano a origini meridionali, mentre, ironia della sorte, mio padre era biondo e con gli occhi azzurri e non aveva nulla del campano».

Ora Elvira, di cui sono stati celebrati i funerali lunedì alla Beata Vergine del Rosario, riposa in cimitero a Sondrio a due loculi di distanza dal marito.

«Da fervida credente non voleva farsi cremare – dice il figlio – e incredibilmente abbiamo trovato un loculo vicinissimo a quello del papà. Mamma è lì, ma, ripeto, lo spirito aleggia qui, in pizzeria. Dal papà, mancato nel 2011, aveva imparato a fare le pizze ed ha trascorso giorni, mesi, anni, davanti al forno. Anche ultimamente, quando vedeva che fuggivo un attimo in sala, si avvicinava al forno per girarle, nonostante non fosse affatto in forma».

Elvira si è ammalata due anni fa e nonostante le cure affrontate, la situazione è via via peggiorata fino al decesso.

Resta lo spirito di una donna forte, indomita, decisa e tenace nella vita di tutti i giorni e anche nella malattia. Persone cui basta uno sguardo per capire le cose e che non negano aiuto a nessuno.

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