Agenti Ice alle olimpiadi, c’è la conferma. «Collaboreranno alla sicurezza»

La presenza di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement Usa per le Olimpiadi solleva critiche e interrogativi. Petizioni online e attenzione alta in Valtellina.

Sondrio

La conferma dell’arrivo in Italia di agenti dell’Ice statunitense per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 riporta al centro del dibattito anche la Valtellina, uno dei territori chiave dei Giochi. Bormio e Livigno, che ospiteranno alcune delle competizioni più attese, finiscono così direttamente coinvolte in una polemica che intreccia sicurezza, politica e simboli, ben oltre la dimensione sportiva, anche se le preoccupazioni, se così si possono chiamare, riguarderebbero più altri territori. Non si attendono, infatti, folte delegazioni, soprattutto in termini di tifosi ma anche per quanto riguarda personalità politiche, in Valtellina, dove sono in programma gare non proprio nelle corde degli atleti americani. Piuttosto, il fulcro della questione potrebbe essere Milano, dove si terranno le gare di hockey su ghiaccio, sport che vede gli atleti statunitensi tra i favoriti.

Tornando alla presenza dell’Ice, dopo giorni di smentite e precisazioni, è stata la stessa Immigration and Customs Enforcement, insieme all’ambasciata statunitense a Roma, a chiarire che propri agenti saranno presenti in Italia per collaborare alla sicurezza della delegazione statunitense. Secondo quanto comunicato, il loro ruolo sarà limitato alla tutela di atleti e personalità Usa, in coordinamento con il Servizio di sicurezza diplomatica americano e con le autorità italiane, senza alcuna competenza su controlli migratori o ordine pubblico, che resteranno in capo allo Stato italiano. La conferma, tuttavia, riaccende le critiche e solleva interrogativi concreti anche a livello locale. In Valtellina, dove si svolgeranno gare di sci alpino e snowboard, resta aperta la questione di come verrà organizzato il dispositivo di sicurezza nelle località olimpiche. La prefettura di Sondrio ha fatto sapere che, al momento, non sono pervenute indicazioni ufficiali sulla presenza di agenti Ice o di altri corpi stranieri sul territorio provinciale, segno che le modalità operative non sono ancora state definite sul piano locale. Nei giorni scorsi, sul tema, erano intervenute anche le istituzioni regionali. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, aveva osservato che, qualora fossero stati presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro compito sarebbe stato esclusivamente quello di proteggere eventuali personalità statunitensi di alto livello, come il vicepresidente J.D. Vance o il segretario di Stato Marco Rubio. «Si tratta di questioni di cui si occupa il ministero dell’Interno, anche attraverso le Prefetture, e che non ci competono» afferma l’assessore regionale Massimo Sertori. E a livello locale, per il momento, i sindaci delle località interessate e gli amministratori non intendono commentare quanto finora emerso.

Su questo sfondo, intanto, cresce la protesta politica e civile. Le opposizioni parlano di un precedente inaccettabile e di un’ombra sulla sovranità nazionale, mentre la mobilitazione si estende anche online. Sul portale «Mettila firma.it», la petizione promossa da Alleanza Verdi Sinistra ha raggiunto quasi 40 mila firme, mentre su Change.org oltre 12 mila persone hanno sottoscritto un appello per escludere l’Ice dagli eventi olimpici. Anche in Valtellina, il tema inizia a essere seguito con attenzione, tra preoccupazioni per l’impatto sull’immagine del territorio e interrogativi sul clima che accompagnerà l’appuntamento olimpico.

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