Valtellina, il record dei professionali: due iscritti su dieci

Istruzione La provincia di Sondrio si conferma la realtà lombarda più orientata verso la formazione pratica. Un trend in controtendenza con le preferenze prevalenti in regione: in media solo il 13,3% di ragazzi

Sondrio

Quella di Sondrio si conferma in Lombardia la provincia più orientata verso la formazione professionale. Questo emerge dai dati ufficiali, pubblicati dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), relativi alle iscrizioni alle classi prime della scuola secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2026-27.

Enogastronomia, gestione ambientale e meccatronica tra i percorsi più apprezzati

In media quasi due studenti su dieci hanno scelto di costruire il proprio futuro partendo da un laboratorio, un’officina o un’azienda agricola: una fotografia che racconta di un territorio che guarda con pragmatismo alle sfide del lavoro di domani.

I numeri

Su un totale complessivo di 1.575 iscritti tra scuole statali e paritarie, il 19% ha scelto un istituto professionale: in termini assoluti sono poco più di 300 ragazzi, una quota che supera di gran lunga la media regionale e pone Sondrio al vertice di un trend in controtendenza con le preferenze prevalenti nelle altre province lombarde.

In parallelo si conferma il buon equilibrio tra istituti tecnici e indirizzi liceali

La media regionale indica che solo il 13,3% degli studenti lombardi opta per un percorso professionale, contro il 51% che sceglie un liceo e il 35% che si indirizza verso un istituto tecnico. A Sondrio la proporzione è diversa: 42% dei nuovi iscritti ha scelto un liceo, 39% un tecnico e il sopracitato 19% un professionale. Un equilibrio più vicino alla logica di un sistema formativo misto, dove la componente pratica e tecnico-specialistica mantiene un peso rilevante.

Il confronto con le province vicine è eloquente: a Lecco, su 2.756 iscritti, gli studenti che hanno scelto un istituto professionale rappresentano il 17%, mentre a Como - 3.805 iscritti - la quota si ferma all’11,9%. A Bergamo, che conta numeri più elevati (9.501 iscritti), i professionali coinvolgono il 16% del totale. La distanza percentuale con Sondrio resta quindi marcata, anche se in valori assoluti le differenze riflettono la diversa dimensione demografica e scolastica dei territori.

Guardando l’intero quadro lombardo, emerge come la distribuzione delle scelte segua modelli socioeconomici consolidati: Milano, la provincia con il numero più alto di iscritti (oltre 24.600), vede il 59% degli studenti optare per un liceo e solo l’11% per un professionale; Monza e Brianza segue a ruota (55% licei, 11% professionali), mentre Brescia e Bergamo si collocano su livelli intermedi, più equilibrati tra percorsi teorici e pratici. La particolarità di Sondrio pare quindi legata a un contesto economico e territoriale diverso.

Il rapporto più stretto con i settori produttivi locali - agricoltura, edilizia, turismo alpino - e la tradizione di una formazione orientata al lavoro sul territorio sembrano spingere le famiglie e i ragazzi verso scelte che privilegiano la concretezza dell’apprendere facendo. I percorsi professionali, in molti casi, offrono canali diretti verso l’occupazione, l’artigianato o le imprese di montagna, dove la domanda di competenze tecniche resta elevata.

Il bilancio

E i percorsi professionali legati all’enogastronomia, alla meccatronica e alla gestione ambientale risultano tra i più attrattivi. Parallelamente, il buon equilibrio tra iscritti ai tecnici e ai licei mostra che anche a Sondrio si mantiene forte la spinta verso la formazione generalista, necessaria per chi punta agli studi universitari o a professioni più specialistiche.

Complessivamente, la Lombardia registra per il 2026-27 79.852 iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado, di cui oltre la metà nei licei. Milano e Brescia da sole rappresentano quasi un terzo del totale regionale, ma i dati delle province più piccole - come Sondrio, Lodi e Lecco - offrono uno spaccato interessante sulle tendenze giovanili in territori meno urbanizzati. Sondrio, insomma, ribadisce la sua vocazione al saper fare.

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