Cronaca / Valchiavenna
Lunedì 09 Marzo 2026
Valchiavenna: progetto per formare sentinelle contro la violenza
Presentato il progetto “Bellezza e salute fisica in ascolto” per trasformare gli operatori della bellezza e della salute in presidi contro la violenza di genere
Chiavenna
Trasformare gli operatori della bellezza e della salute in “sentinelle” contro la violenza sulle donne. Presentato lunedì mattina all’istituto professionale e alberghiero il progetto “Bellezza e salute fisica in ascolto. Sentinelle nelle professioni contro la violenza”, voluto da Soroptimist Valchiavenna, Confartigianato. Presenti il sostituto procuratore Daniele Carli Ballola, il tenente Aldo Leone del comando dei Carabinieri di Chiavenna, Viola Piacentini, legale esperta di diritto di famiglia, l’assistente sociale Claudia Vener del Consultorio Asst di Chiavenna e la psicologa de Il Coraggio di Frida Silvia De Pedrazzi. I dati continuano a essere preoccupanti.
Nel 2023 il 74% delle vittime di atti persecutori sono state donne. Percentuale che sale all’81% nel caso di vittime di maltrattamenti contro famigliari e conviventi. Ma oltre alla violenza fisica c’è di più. Ci sono forme più sottili di controllo. Solo il 58% delle donne, ad esempio, ha un conto corrente e il 4% non ha nemmeno la firma su un conto cointestato. A spiegare il sottile confine tra conflitto e violenza è stata Viola Piacentini. Il primo è una componente normale e gestibile delle relazioni, la violenza è un abuso di potere con effetti distruttivi e duraturi. Ovviamente ci sono forme diverse attraverso le quali questo abuso viene esercitato e non è sempre facile riconoscerle.
«Questa formazione rivolta agli addetti nei settori bellezza e benessere – ha spiegato la presidente del Soroptimist club Caterina Catanzaro – è rivolta a insegnare a percepire quei piccoli segnali che possono arrivare durante un massaggio o un’acconciatura. Messaggi che spesso vengono lanciati senza dire molte parole. Gli addetti devono poi saper indirizzare queste persone verso i percorsi più corretti. Sul territorio abbiamo diverse associazioni ed enti che possono aiutare le donne in questo percorso». Più riusciamo a parlarne e più facilmente riusciremo a debellare questo drammatico problema. Se si entra in contatto con donne che hanno subito violenza i consigli sono sempre quelli. Sia che si sia un operatore del mondo bellezza e salute sia che si sia amici o conoscenti: non giudicare le scelte che la donna ha fatto per proteggersi, farle capire che non è colpa sua, informarla sulle figure professionali a disposizione per aiutarla ed esplorare insieme le varie possibilità di azione senza dirle cosa deve fare. Poi ci sono i centri antiviolenza, contattabili al 1522.
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