Quindici anni di attesa per vedere finalmente profilarsi all’orizzonte la silhouette di un progetto, di un cantiere, di una riapertura.
L’ex Deutsche Bank, con un percorso politico che nell’ultimo decennio ha ridefinito il concetto stesso di montagne russe, approda ufficialmente alla fase conclusiva dell’iter che la porterà ad essere il primo hotel a quattro stelle in centro Lecco. Con tanto di 145 camere, piscina a sfioro sul tetto, portico rimesso a nuovo e l’intero caleidoscopio di delizie progettuali già annunciate pubblicamente. La conferenza stampa andata in scena nei giorni scorsi ha del resto portato plasticamente in scena due terzi dei protagonisti della vicenda. C’erano i rappresentanti del Comune, che tanto si è speso per offrire tempi certi alla proposta progettuale dei privati, e, appunto, i futuri gestori, chiamati nelle prossime settimane a definire ulteriormente le modalità di acquisizione (dell’immobile stesso o di quote della società che lo possiede, la Lariana Iniziative Immobiliari srl).
Non c’era la Lariana stessa, la cui compagine sociale prevede quote in capo alle società Sefri, Rofinco, Lagalp e all’imprenditrice milanese Oriana Cerri, e il cui cda è presieduto dall’avvocato comasco Alberto Giobbi e completato dagli imprenditori lecchesi Maurizio Meda, Fabio Rosa e Marco Frigerio.
Il tema ex Deutsche, ad ogni modo, resta tra i più spinosi e politicamente conflittuali di questa consiliatura. Per circa un anno, la giunta guidata da Mauro Gattinoni aveva convintamente perseguito l’idea di acquistare lo stabile e farne il nuovo municipio. Nell’autunno del 2021, proprio su questo tema e sulla prospettiva di mettere in vendita l’ex Politecnico di via Marco d’Oggiono, si erano consumate nel centrosinistra profonde fratture umane e politiche. A settembre 2022, dopo lunghi mesi di dibattito pubblico (condito da sporadici passaggi istituzionali in Consiglio) lo studio commissionato al Politecnico chiariva che fare dell’ex Deutsche il nuovo municipio sarebbe costato dai 44 ai 52 milioni di euro. La giunta, a quel punto, aveva tirato una riga sul progetto.
Con queste premesse, è evidente che sarebbe stato quantomeno utopistico immaginare una conclusione ecumenica all’intera vicenda.
In effetti, la gestione del fronte di interesse pubblico dell’intera operazione (che, ricordiamolo, resta pur sempre privato su privato) ha ispirato alcune rimostranze dal fronte politico. L’opposizione centrista critica il metodo. La destra, invece, il merito. Orizzonte per Lecco ha storto il naso sulla scarsa comunicazione offerta al consiglio comunale lungo l’intero iter che ha ricondotto l’ex Deutsche da futuro municipio a hotel di lusso (una strada che era già stata percorsa, con altre sfumature progettuali e minor fortuna, durante la precedente amministrazione). Il centrodestra, invece, rimbrotta sul tema chiave dei parcheggi e degli interventi a standard di circa un milione di euro su piazza e portici. Rapportati, tanto per fare un esempio, a un caso come quello della Leuci, per la quale il Comune ha formulato richieste molto ampie e stringenti circa gli interventi e gli spazi a uso pubblico.
Relativamente ai posti auto, va detto che centocinquanta camere non sono uno scherzo. Anche ammettendo (come suggerito dalla giunta) che l’afflusso della clientela al futuro hotel avvenga solo e virtuosamente tramite mobilità dolce, c’è tuttavia un’ampia filiera di fornitori e prestatori d’opera che dovrebbe quotidianamente sgomitare, tanto per citare un esempio, con l’ampia utenza del futuro Tribunale. Il tutto, poggiando sulle fragili “spalle” di piazza Affari o dintorni.
Certo, vale anche l’altro lato della medaglia. Punto primo, non è chiaro quale altra occasione possa esserci per ridare vita a un vero e proprio “buco nero” urbanistico ormai cristallizzato nel cuore della città. E, parlando di centro storico, non è possibile dimenticare nemmeno che l’ultimo ritocco al mosaico delle piazze e relativi “decumani”, lo diede Lorenzo Bodega. Da allora, e sono 25 anni, il centro città è più o meno avanzato per inerzia, dentro un contesto non troppo moderno in termini immobiliari, e contando più sulla buona volontà dei commercianti (quando non addirittura delle catene che vanno e vengono da locali ad altissimi costi di affitto) che su vere e proprie strategie o visioni.
L’hotel che tra qualche anno sbarcherà in pieno centro città rappresenta probabilmente una prima novità nel panorama paludoso della Ztl lecchese. Quanto una simile direzione possa rappresentare la nuova identità di Lecco e del suo centro, ovviamente, è ancora tutto da vedere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA