la luna
non è più
quella
di una volta

Schiacciati e impauriti da quello tsunami di quotidiane, terribili notizie di guerre, ci fa almeno “tirare su un po’ il fiato” il successo ottenuto in questi giorni dall’uomo, con la navetta della missione americana Artemis II che ha portato la capsula Orion della Nasa e i suoi quattro astronauti a compiere un giro molto ampio intorno alla Luna, a una distanza dalla terra di 750mila chilometri, prima mai raggiunta.

E’ impresa assai importante anche perché ha imboccato la strada per, non solo un nuovo allunaggio, ma per la installazioni di basi operative fisse sul satellite. Poi per la prima volta si è vista la faccia nascosta della Luna, misteriosa sconosciuta. La Luna è un po’ come un’amica della notte. Guardarla apparire nel vano della finestra è sempre un’emozione. Quindi ci appartiene un po’. Tutta la girandola di novità su questa nostra Luna, quindi ha sicuramente emozionato il mondo, un mondo di questi tempi scoraggiato e pieno di paure di difficoltà e disagi per le guerre in corso.

Pur belle e importanti queste notizie mi pare siano tuttavia come un analgesico che fa scendere la febbre. Poi però, almeno per me, la febbre ritorna quasi sempre alta. A far risalire la febbre sono evidentemente ricordi e confronti con “l’altra volta della Luna” . Quella sì che era stata una forte emozione mondiale. Questo successo della conquista dello spazio non regge infatti confronti con l’impresa della notte de 20 luglio 1969 quando il modulo spaziale Apollo 11, della Nasa, si posò dolcemente, ma non troppo, sul suolo lunare e l’astronauta Neil Armstrong appoggiò il piede sulla polverosa arida sabbia della Luna. Intanto sul teleschermo della Rai nazionale Ruggero Orlando e Tito Stagno litigavano: «Ha toccato», «No, non ha ancora toccato».

Questa nuova avventura dunque non vivrà sicuramente il grande clamore, gli entusiasmi, le gioie, un tifo addirittura più grande di quello del calcio, di quando, 57 anni fa, vi fu il primo sbarco sulla Luna

Perchè non sarà come “quella volta” ? Perchè allora il mondo era diviso e così l’italico popolo. C’erano la guerra fredda e la “cortina di ferro”. Il tifo per le conquiste dello spazio era diviso in due: da una parte i supporter dell’America, dall’altra gli entusiasti delle imprese compiute da Mosca. Per ambedue le fazioni il miraggio e la conquista della Luna con la posa dei piedi di un uomo sull’arido suolo del satellite. Su un fronte erano schierati i democristiani, i liberali di Malagodi, le destre; tutti tifosi di Cape Canaveral.

Sull’altro fronte si posavano agguerriti i comunisti e tutti quelli che tifavano per la Russia ed erano assai “gasati” per i primi viaggi in orbita dello Sputnik sovietico, di Gagarin, il primo uomo nello spazio: euforia rossa alle stelle, grandi titoli in “prima” dell’”Unità” .

L’allunaggio americano fu pertanto una grande rivincita che mandò alle stelle l’euforia dei tifosi dell’America.

In quei tempi già scribacchiavo sul giornale e il capo mi incaricò di andare a registrare e raccontare un po’ quella straripante euforia. Ero immerso quasi travolto dagli avvenimenti. Mi ricordo di aver raccontato di una furibonda lite in un bar, per la reazione di un amico di Mosca al quale un avversario “americano” aveva fatto il gesto dell’ombrello. Rammento anche di una grande luculliana cena che organizzò un personaggio, grande anima della Dc, invitando decine e decine di amici per festeggiare la conquista americana della Luna.

A Erba poi una realtà in più corroborava questa lotta per le conquiste nello spazio. C’era anche chi accusava i russi di aver lasciato morire nello spazio (oltre alla cagnetta Laika) degli astronauti. L’atroce dubbio fu alimentato anche da due famosi radioamatori scientifici di Erba, i fratelli Judica Cordiglia, che registravano i dialoghi nello spazio, e già molto prima della conquista della Luna avevano fatto ascoltare le “voci dall’universo” in una serata nel vecchio teatro Excelsior. In realtà nessuno ci capì molto, ma alcuni hanno interpretato quelle parole in lingua sovietica come un gesto pieno di disperazione.

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