Una fiamma che saltella, sorride e abbraccia chiunque abbia vicino. Un fuoco vivo, allegro, contagioso che ieri sera ha riscaldato Sondrio dopo aver attraversato e salutato altre località valtellinesi.
Quel vivace spiritello che zampilla lingue di calore e simpatia, mimando una specie di occhiolino dalla sommità delle torce dei tedofori che si avvicendano lungo il cammino olimpico, oggi lascerà la Valtellina per dirigersi verso Lecco, passare da Bergamo, Como, Monza e raggiungere Milano per dispiegare tutta la sua forza simbolica nel grande catino planetario dello stadio Meazza a San Siro.
Il piccolo folletto di luce rovente, a quel punto sarà diventato un braciere che arde davanti a miliardi di persone. Una briciola di stella divenuta un immenso, palpitante sole. E le nostre terre, sedi di gare e di atleti che tra pochi giorni gareggeranno sulle piste o nei palazzetti, saranno proiettate nelle case degli spettatori di tutto il mondo attraverso gli sguardi digitali di migliaia di telecamere. Occhi che osservano, orecchie che ascoltano il battito accelerato di Bormio, di Livigno e dei tanti centri di pianura e di montagna che si sono organizzati per assistere alle manifestazioni sportive più importanti che gli esseri umani abbiano mai saputo concepire: le Olimpiadi.
Tra le pieghe di quegli occhi elettronici sempre vigili, all’ombra di quelle orecchie appuntite come antenne e sensibili come microfoni, faremo capolino anche noi. Saremo vista e udito per i lettori del nostro quotidiano, dei nostri siti internet, delle nostre newsletter; per gli spettatori della nostra televisione. Per un mese intero. Moltiplicheremo quello che stiamo già facendo da settimane, mesi e anni, da quel lontano giugno del 2019 in cui tutto si fece più chiaro, la candidatura diventò ufficiale, le piazze esultarono, si percepì, ma solo in minima parte, che la provincia di Sondrio, ma per spirito di vicinanza e legami di fratellanza anche quelle di Lecco e Como, avrebbe compiuto un salto quantistico nelle galassie interconnesse del turismo globale, che abbatte ogni distanza con il volo di un aereo e il click di un computer. Fiochi puntini conficcati in mezzo alle Alpi trasformati in bandierine ben visibili da Pechino o Adelaide, Singapore o Nuova Delhi.
Quel balzo, che gli operatori del settore hanno già colto da tempo, ora sta per diventare reale anche per noi gente comune nella sua plastica, magnifica, vertiginosa concretezza. Abbiamo, avremo, il mondo sotto casa. Con la sua coda di appassionati, curiosi, turisti che inseguono magari cose diverse tra loro, ma sotto il coperchio di un solido comun denominatore geografico: sono tutti qui. Compiono, come attori sul palco di un teatro universale, azioni diverse, ma nella stessa unità di luogo e di tempo. Questa scia chiassosa a elevata capacità di spesa si porta dietro anche confusione, colonne di auto, disagi, attese, ritardi. Vi racconteremo anche questi problemi, ovviamente, dentro un articolato rotocalco di pagine, articoli, immagini, interviste che tuttavia vuole in primo luogo trasmettere l’idea, e il magnifico stupore, dell’eccezionalità del momento che stiamo tutti vivendo.
Partiremo da questo aspetto, dall’ammirata sorpresa per ciò che sta avvenendo davanti ai nostri volti ancora un po’ inebetiti, per fornire i resoconti più accurati possibili sulle competizioni sportive, il contorno istituzionale e popolare intorno ad esse, la gioia di esserci del pubblico e il desiderio di comunicarlo a gran voce a tutti i continenti.
Nel mese di febbraio, a partire da oggi, cercheremo di fare tutto questo. Con la carta, la tv e il web. A Sondrio, Lecco e Como. Con i quotidiani a firma La Provincia, le cronache e gli approfondimenti video di Unica Tv sul canale 75 del digitale terrestre, e la velocità delle notizie verificate e poi lanciate nella Rete sui siti laprovinciaunicatv.it e laprovinciadicomo.it.
Un mese, perché se anche i Giochi terminano ufficialmente il 22 febbraio, noi andremo oltre, per cercare di capire come sono andate le cose, tracciare i primi bilanci, sottolineare le eventuali lacune e criticità. Ci siamo stati, ci siamo adesso, e ci saremo anche dopo. Per fornire delle cronache attente e veritiere e condurre voi, cari lettori, a sciare a e pattinare come se foste sul posto. Assaggiando piacevoli bocconi di freddo. Fornendo fatti, dati ed emozioni.
E lasciando delle impronte sulla neve che non si scioglieranno al sole, ma avranno la consistenza di una traccia - scritta o in video - che per la prima volta si è imbattuta in un evento planetario che ha il privilegio, la gloria e la responsabilità di finire nelle pagine dei libri di storia.
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