Cara provincia
Mercoledì 20 Marzo 2013
Noi italiani e la necessità di restare uniti
Lettura meno di un minuto.
Mi permetto di inviare alcune riflessioni personali inerenti l'oggetto che, mi auguro, vorrete pubblicare.
«Alzi la mano chi si ricorda quale ricorrenza si festeggiò il 17 marzo 2011»; una, due, tre, quattro, cinque... beh, almeno una mano c'è!
Il mio sondaggio personale di questi giorni è stato deludente: cadendo di domenica qualcuno ha osservato che è la V settimana di
quaresima, altri hanno alzato gli occhi al cielo cercando l'ispirazione mentre per altri il buio assoluto.
Posto che è San Patrizio, guarda caso è quindi il mio onomastico, è il 102° anniversario dell'Unità d'Italia, scusate se è poco, che mi
pare sia stata decretata "festa nazionale".
Sul mio terrazzino vista lago sventola da sempre il tricolore e ho trapiantato nelle fioriere delle belle primule rosse e bianche; chissà se
qualcuno passando avrà l'illuminazione.
Perdonatemi se ho giocato con le parole ma il senso di tutto questo sta nel fatto che, oggi più che mai, a poche settimane dalle elezioni
politiche, abbiamo veramente bisogno di unità, non di risse o ripicche e marce indietro dei nostri politici; dobbiamo pretendere serietà
e rispetto per ognuno di noi che ha espresso la propria fiducia nella cabina elettorale. Drasticamente proporrei, pura provocazione, una
sorta di 'conclave' ; tutti a pane e acqua, non certo a caviale e champagne e poi vediamo se non si spicciano.
Auguri a tutti coloro che hanno ancora la forza di amare questa nostra tormentata e bella Italia.
Patrizia Acerboni
In effetti, del 17 marzo - due anni dopo le celebrazioni - nessuno si ricorda più
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