Antonio Albanese, bagno di folla nella sua Olginate per ”Lavoreremo da grandi”

Luie Giuseppe Battiston hanno entusiasmato il pubblico tra ricordi e aneddoti. «Quando la distribuzione mi ha chiesto se avessi preferenze di posti dove fare la presentazione - ha raccontato Albanese - oltre a grandi città come Roma, Milano, Treviso ho risposto Olginate».

Olginate

Una dichiarazione d’amore per la sua Olginate e per gli olginatesi, ma soprattutto per il cineteatro Jolly, dove è nata la sua passione per il cinema.

Bagno di folla per Antonio Albanese e per l’amico e collega Giuseppe Battiston che lunedì sera hanno fatto tappa al Jolly e subito dopo al cinema “Nuovo Aquilone” di Lecco per la presentazione ufficiale del film “Lavoreremo da grandi”, di cui Albanese è pure regista.

I due attori sono saliti sui palchi per incontrare il pubblico e parlare della commedia uscita in tutte le sale, riservando aneddoti e curiosità.

Prima tappa, a Olginate, si diceva, dove ad accogliere le star c’erano i due direttori artistici Mattia Morandi e Manuel Missana, e il parroco don Matteo Gignoli alla guida dello staff di 90 volontari.

Sullo schermo è stato proiettato uno spezzone di un’intervista in cui Antonio Albanese ha parlato di Olginate, del suo legame ancora forte e vivo con il paese che gli ha dato i natali e dove ha iniziato la carriera artistica. Parole che ha ribadito: «Credetemi, ho girato per i teatri di tutt’Italia, in un paese così piccolo avete una sala di rara bellezza, custodita da volontari che lavorano con il cuore e con passione guidata da don Matteo che è fantastico. Grazie a nome del cinema italiano». E ha rivelato: «Quando la distribuzione mi ha chiesto se avessi preferenze di posti dove fare la presentazione, oltre a grandi città come Roma, Milano, Treviso ho risposto Olginate. Sono andati tutti a cercare su Google dove mai si trovasse». Sulla scia dell’emozione Battiston ha aggiunto: «Oggi sono un po’ di Olginate anch’io».

I due attori hanno poi parlato della commedia “Lavoreremo da grandi”, riservando aneddoti che hanno divertito la platea. Albanese ha rivelato: «Sono molto legato a “Cento domeniche”, film a cui tengo molto, e che era necessario, ma adesso avevo voglia di tornare alla comicità, volevo sentire ridere, vedere la gente affezionarsi a quattro scappati di casa, quali sono i protagonisti del film. E così due anni fa, con il mio sceneggiatore Piero Guerrero abbiamo scritto la sceneggiatura del film che, devo confessare, ho girato su un altro lago: il lago d’Orta, ma solo perché l’idea è nata lì». Battiston ha aggiunto: «Dovete sapere che è difficilissimo girare una commedia, richiede un’attenzione altissima, concentrazione su se stessi e sugli altri, ma Antonio ha saputo non solo trattare il tema di amicizia, ma anche creare un clima di amicizia sul set». E così, tra barbecue cucinati da Battiston e grandi mangiate, il film ha visto la luce e il pubblico in sala ha riso di gusto.

Grande la soddisfazione per tutto lo staff. Come per lo staff del “Nuovo Aquilone” che commenta: «Una serata da “tutto esaurito” che ha confermato la sala di via Giuseppe Parini come un cuore pulsante della cultura cinematografica lecchese. Albanese e Battiston hanno intrattenuto la platea con un dialogo aperto, ricco di aneddoti inediti e riflessioni, e incontrato i volontari del cinema, vero motore della sala. Il Nuovo Aquilone si afferma ancora una volta non solo come spazio di visione, ma come una vera “casa del cinema”, un luogo capace di attrarre le eccellenze del cinema nazionale e di offrire alla cittadinanza esperienze che vanno ben oltre la semplice visione di film».

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