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Mercoledì 06 Maggio 2026
La chiesetta di Sant’Egidio non smette mai di stupire: con il restauro riapparsi i piedini di Gesù
«In questa fase del restauro sono “riapparsi” i piedini di Gesù Bambino e una cornice con motivi floreali quasi integra che propone l’affresco nella sua maestosità» spiega Domizia De Rocchi, presidente dell’associazione “Insieme per Sant’Egidio”
Lecco
Un piccolo gioiello di arte molto raffinata. L’affresco settecentesco raffigurante la “Adorazione dei Magi” conservato nella chiesetta di Sant’Egidio sopra Bonacina, è attualmente in fase di restauro, e tra le sorprese sono riapparsi i piedini di Gesù. Piedini che sono un dettaglio molto importante.
Domenica scorsa, come da consuetudine ogni prima domenica del mese, la chiesetta di Sant’Egidio è stata aperta al pubblico. Circa cinquanta persone hanno potuto prendere visione del cantiere per il restauro dell’affresco, con gli accorgimenti logistici dettati dal piano di sicurezza. Direttore dei lavori è Luisa Carolina Valsecchi, architetto, e l’impresa esecutrice e direttore tecnico è la ditta Luzzana Restauri srl, committente la parrocchia del Sacro Cuore.
«Già le cronache dell’epoca definivano l’affresco di raffinata fattura e in questa fase del
restauro sono “riapparsi” i piedini di Gesù Bambino, e una cornice con motivi floreali quasi integra che propone l’affresco nella sua maestosità in quanto occupa circa un quarto della parete. Sono stati montati anche i ponteggi nel presbiterio per il consolidamento statico, e il restauro pittorico dell’area dove Giona è stato riscoperto», spiega Domizia De Rocchi, presidente dell’associazione “Insieme per Sant’Egidio”. Associazione nata a fine marzo del 2022 per conservare e tutelare la chiesa di Sant’Egidio in quanto edificio sacro di ampio valore storico, culturale e sociale.
Luigi Andrea Apostolo farebbe risalire la chiesetta al IV secolo. Sembra peraltro che l’attuale chiesa di Sant’Egidio sia addirittura il rifacimento di un’altra chiesa dedicata allo stesso Santo che sorgeva più a valle e ormai scomparsa. Vi è anche incertezza sulla dedicazione del tempio cristiano a Sant’Egidio, il francese Saint Gilles. Grazie al sodalizio “Insieme per Sant’Egidio” la chiesetta sta vivendo una seconda vita, con il restauro.
La prossima apertura al pubblico è per domenica 7 giugno. Lo scorso anno era riemerso un affresco trecentesco raffigurante la figura di Giona, scoperto durante sondaggi preliminari ai lavori di consolidamento e restauro dell’edificio. Figura biblica, protagonista di un libro nell’Antico Testamento, Giona è noto principalmente per la storia in cui viene inghiottito da un grande pesce (spesso identificato come una balena) e rimane nel suo ventre per tre giorni e tre notti. Nella tradizione cristiana, è considerato un simbolo di rinascita e speranza. Inoltre negli ultimi anni c’è stato il restauro degli antichi portoni lignei della chiesa, opera realizzata grazie al sostegno della Fondazione comunitaria del lecchese.
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