Lorenzo Passerini: dalla Valtellina alla conquista dell’Europa della lirica

Il direttore d’orchestra valtellinese Lorenzo Passerini continua la sua ascesa nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo il trionfo con la “Carmen” alla Semperoper di Dresda, approda al Teatro di San Carlo con il “Werther”, prima di dirigere “La Bohème” alla Royal Opera House di Londra

Il nostro direttore d’orchestra Lorenzo Passerini è sempre più celebrato nell’Olimpo della grande musica. Dopo lo strabiliante successo alla Semperoper di Dresda con la «Carmen» di Bizet, a tappe forzate eccolo al mitico «San Carlo» di Napoli con il «Werther» di Massenet. Poi a spron battuto l’attende Londra alla Royal Opera House con la «Bohème» di Puccini già condotta magistralmente a Vienna e al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi.

Folgorante la carriera di Passerini osannato dalle platee dei più grandi teatri e dall’alta critica di settore: dall’«Aida» alla Sydney Opera House in Australia e a Riga al «Barbiere di Siviglia» alla Deutsche Oper di Berlino e al Rossini Opera Festival, da «Lucia di Lammermoor» ad Amburgo a «Les pêcheurs de perles» a Parigi e «Medea» per la Canadian Opera Company, da «Traviata» negli Stati Uniti al Cincinnati Opera e «La Cenerentola» a Houston a «Le Villi» e «Il Tabarro» a Las Palmas, da «I puritani» a Erl, a «Luisa Miller» ad Amburgo, da «La Sonnambula» al Liceu di Barcellona a «Stiffelio» a Dortmund e «Macbeth» a Savonlinna, da «La forza del destino» a Bilbao alla «Norma» a Parigi, e «Madama Butterfly» a Francoforte.

Versatile, intimamente appassionato, e profondo studioso del mondo della lirica, giorno dopo giorno è riconosciuto come l’uomo dalla bacchetta duttile, intraprendente, coraggiosa, ma sempre ligia alla canonicità espressiva dell’opera. Questi alcuni dei commenti lusinghieri della stampa tedesca dopo una «Carmen» che ha lasciato il segno.

«Ascoltare la Sächsische Staatskapelle Dresden mentre suona è sempre un’esperienza. Spesso persino davvero esaltante. Nella nuova produzione di «Carmen» alla Semperoper, Lorenzo Passerini riesce a far emergere tutto questo dalla partitura straordinariamente affascinante di Georges Bizet: rende perfettamente udibili le importantissime voci intermedie, bilancia i suoni con maestria e subordina con attenzione i cambi di tempo e dinamica alla drammaturgia musicale. Il suono dell’orchestra è semplicemente grandioso». (Freie Presse).

Fa eco l’”Oper Nefreund”: «L’interpretazione musicale, affidata alla Staatskapelle, al coro dell’opera, al coro di voci bianche e a un ricco ensemble di solisti, dai ruoli minori fino alle parti principali, è eccellente. Lorenzo Passerini dirige lo spettacolo con attenzione, ponendo accenti suggestivi e sostenendo con i suoi tempi l’idea interpretativa in modo convincente. La realizzazione musicale e scenica della messinscena è stata impeccabile e di altissimo livello. Già nell’ouverture, Lorenzo Passerini, al suo debutto in casa come direttore musicale della prima, ha saputo attirare l’attenzione mettendo in luce le risorse sonore della Sächsische Staatskapelle Dresden».

E così via con altri commenti decisamente lusinghieri: «Anche in seguito ha dimostrato di non considerare la parte orchestrale come un semplice tappeto sonoro di accompagnamento per cantanti e coro, ma come un importante veicolo per l’interpretazione dello sviluppo drammatico sulla scena. Con grande abilità ha sfruttato la raffinata strumentazione della partitura per mettere in evidenza i caratteri contrastanti dei singoli numeri musicali. Passerini ha mantenuto tempi serrati e un suono ricco di colori, riuscendo a creare tanto un cupo fatalismo quanto un’intensa passione. Al tempo stesso, ha sempre prestato attenzione a una sottile armonizzazione della dinamica orchestrale con i solisti in scena». Passerini e la sua Valtellina nel mondo.

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