Musica, inglese e gioco: la Scuola Monteverdi di Morbegno con l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Lanciato un progetto innovativo che integra musica e lingua inglese per bambini e giovani musicisti

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Morbegno

Importante novità per il 25° Masterclass della Civica scuola di musica Claudio Monteverdi di Morbegno: è stata infatti stipulata una convenzione triennale con l’università Ca’ Foscari Venezia, ampliando così l’offerta formativa della scuola presieduta da Graziano Barbera. Il nuovo progetto didattico, intitolato “Musica, lingua inglese e gioco”, unisce l’insegnamento musicale a quello della lingua inglese attraverso attività ludiche e percorsi specifici dedicati ai più giovani. Nato inizialmente come esperienza sperimentale rivolta ai bambini dai 3 ai 7 anni, il corso si è progressivamente ampliato coinvolgendo anche il Coro di voci bianche e i giovani strumentisti ad arco. Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2026 del Masterclass vi sarà anche la partecipazione del celebre liutaio cremonese Bernard Neumann, che durante la rassegna musicale estiva terrà incontri dedicati alla costruzione e ai segreti degli strumenti ad arco. Il corso per i bambini dai 3 ai 7 anni sarà gratuito e le iscrizioni resteranno aperte fino al 30 maggio.

«Questa è una novità molto importante per noi – ha evidenziato il presidente della Monteverdi, Graziano Barbera –, perché coincide con due ricorrenze significative: il 25° Masterclass per strumenti ad arco e pianoforte e i 30 anni di attività della scuola. Grazie alla collaborazione con l’università Ca’ Foscari e al lavoro dei docenti Francesco Magnelli e Giulia Barbera abbiamo costruito un percorso innovativo che unisce musica, lingua inglese e gioco». Francesco Magnelli, attualmente impegnato in un master dedicato alla glottodidattica e all’insegnamento delle lingue, ha raccontato come sia nata l’idea: «Ho pensato di applicare l’insegnamento linguistico al mondo della musica, creando attività che aiutino bambini e ragazzi a sviluppare pronuncia, ascolto e capacità comunicative attraverso il canto e il gioco».

L’approccio didattico coinvolge diverse fasce d’età. Per i più piccoli, dai 3 ai 7 anni, la musica diventa uno strumento per apprendere la lingua in modo naturale e creativo. Nel Coro di voci bianche, invece, bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni lavorano sulla pronuncia inglese attraverso canzoni, giochi linguistici ed esercizi ritmici. La docente di violino, Giulia Barbera, ha inoltre sottolineato l’importanza dell’inglese per i giovani musicisti: «Oggi chi studia uno strumento deve essere pronto a confrontarsi con insegnanti, direttori e musicisti internazionali. L’inglese è ormai la lingua comune del mondo musicale». Secondo i promotori dell’iniziativa, il progetto rappresenta un modello innovativo in cui musica e lingua straniera si integrano in modo naturale, favorendo lo sviluppo artistico, espressivo e comunicativo dei musicisti di oggi e di domani.

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