Economia
Mercoledì 06 Maggio 2026
Acinque: «Sull’intelligenza artificiale la vera sfida è nelle competenze, non nella tecnologia»
Nel ciclo “Visioni per il domani”, la multiutility punta su formazione e governance per integrare l’AI nei processi aziendali. L’obiettivo: creare valore reale per dipendenti e territori, evitando approcci superficiali
Non è la tecnologia il nodo principale dell’intelligenza artificiale, ma le persone. È questo il messaggio emerso dall’ultimo webinar della rassegna “Visioni per il domani”, promossa da Acinque e dedicata ai modelli generativi e alle loro applicazioni nelle imprese.
A sottolinearlo è stato l’amministratore delegato Stefano Cetti, che ha ribadito come l’adozione dell’AI debba partire dalla valorizzazione delle competenze interne: l’obiettivo non è “non lasciare indietro nessuno”, ma mettere ogni lavoratore nelle condizioni di contribuire al cambiamento.
Il dibattito ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, pur inserendosi nel solco dell’innovazione tecnologica, presenti elementi di discontinuità. Oggi circa il 68% delle utility nel mondo ha avviato programmi dedicati, con risparmi attesi fino al 40% entro il 2028. Tuttavia, i benefici non sono automatici: senza una governance adeguata e un investimento diffuso sulle competenze, il rischio è che l’AI resti solo un costo.
Secondo gli esperti intervenuti, infatti, meno di un terzo delle aziende riesce oggi a ottenere un valore significativo dalle soluzioni adottate. Per questo Acinque ha scelto un approccio strutturato, evitando iniziative isolate e costruendo un percorso trasformativo coerente con il proprio piano strategico.
“La velocità è importante, ma serve preparazione”, ha spiegato Cetti, ricorrendo a una metafora: guidare una “fuoriserie” senza patente può essere pericoloso. Allo stesso modo, l’azienda punta a un’integrazione dell’AI che migliori concretamente il lavoro quotidiano e la qualità dei servizi offerti, mantenendo al centro le risorse umane e le comunità di riferimento.
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