Affitti brevi, mercato ancora in crescita in Valtellina

Il mercato degli affitti brevi in Valtellina mostra dinamiche diverse dalle grandi città. L’aumento delle strutture extralberghiere è significativo.

Sondrio

Il mercato degli affitti brevi continua a crescere in Valtellina, confermando una dinamica in parte diversa rispetto a quella delle grandi città. A evidenziarlo è l’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, che mette a confronto redditività, valori immobiliari e tassi di occupazione nelle principali località italiane, includendo anche Bormio tra le destinazioni turistiche di montagna monitorate.

Secondo i dati elaborati dal Centro studi Aigab per il quotidiano economico, nelle località turistiche minori la redditività degli affitti brevi resta spesso competitiva grazie a valori immobiliari più contenuti. A Bormio, uno dei poli turistici più importanti della provincia di Sondrio, un bilocale tipo destinato alla locazione breve raggiunge una redditività netta attorno al 4%, un dato che, pur inferiore ai picchi di alcuni piccoli comuni interni, risulta significativo nel contesto attuale caratterizzato da tassi di interesse elevati e da una crescente stretta normativa sul settore.

Il caso di Bormio conferma come, nelle località alpine a forte vocazione turistica, l’affitto breve continui a rappresentare soprattutto una forma di integrazione al reddito per i proprietari, più che un investimento puramente speculativo. La stagionalità legata allo sci, alle terme e al turismo outdoor consente infatti di mantenere buoni livelli di occupazione, pur con incassi complessivi inferiori rispetto alle grandi città d’arte.

Accanto alle destinazioni consolidate, la crescita più marcata riguarda però Tirano, che negli ultimi anni si è affermata come uno dei principali motori del fenomeno in provincia. Qui l’effetto traino del Trenino rosso del Bernina, patrimonio mondiale Unesco e richiamo internazionale costante durante tutto l’anno, ha favorito un vero e proprio boom delle case vacanza e delle strutture extralberghiere, diventate una risposta diretta all’aumento dei flussi turistici.

I numeri lo confermano. In provincia di Sondrio le strutture ricettive extralberghiere hanno superato quota quattromila, un valore pressoché raddoppiato in soli quattro anni, considerando che nel 2019 erano 2.229, ultimo anno prima della pandemia. Una crescita definita «vertiginosa» dai dati dell’Osservatorio turistico provinciale, che individua proprio Tirano come uno dei territori più dinamici, grazie alla capacità di intercettare una domanda turistica internazionale orientata a soggiorni brevi e soluzioni abitative flessibili.

Il quadro che emerge è fatto di opportunità, ma anche di nuove incognite. Come ricorda Il Sole 24 Ore, dal 2026 la riduzione da cinque a tre del numero di immobili che fa scattare la presunzione di imprenditorialità, insieme alla conferma della stretta fiscale sugli affitti brevi, impone valutazioni sempre più attente, soprattutto nei contesti dove i margini sono più contenuti. Nei centri minori e nelle località di montagna, l’aumento degli adempimenti potrebbe incidere sulle strategie dei piccoli proprietari.

Nonostante questo, però, la provincia di Sondrio sembra reggere meglio di altri territori l’impatto delle nuove regole. Bormio mantiene una posizione solida tra le destinazioni turistiche alpine, mentre Tirano beneficia di un’infrastruttura turistica unica nel suo genere. La chiave, come sottolinea l’analisi del quotidiano di Confindustria, resta quella di distinguere caso per caso: tra immobili acquistati a scopo di investimento e case già possedute, spesso ereditate, che negli affitti brevi hanno trovato una nuova vita.

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