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Venerdì 03 Aprile 2026
Ariston acquisisce Riello: sindacati preoccupati per Lecco
Le segreterie nazionali di Fiom e Uilm si preparano al confronto con i vertici del gruppo. A rischio i 150 dipendenti del centro ricerca e sviluppo.
Lecco
Una riunione all’insegna dell’unità sindacale utile a far fronte alla presentazione del piano industriale Ariston-Riello al prossimo tavolo che sarà convocato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Le segreterie nazionali di Fiom e Uilm hanno infatti reso noto che ieri si è tenuto a Bologna l’incontro sindacale per prepararsi al tavolo di confronto previsto per giugno con i vertici di Ariston Group, che ha acquisito il 100% di Riello dalla precedente proprietà statunitense di Carrier Corporation. All’incontro hanno partecipato le segreterie nazionali e territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil con le Rsu di Riello e di Ariston.
Nessun comunicato unitario, tuttavia, per la decisione di lasciar riferire l’esito dell’incontro alle rappresentanze sui singoli territori.
Per i sindacati di Lecco, dove Riello è presente con un’unità di 150 dipendenti dedicata alla ricerca e sviluppo, erano presenti Dario Crippa per Fiom, Lorenzo Ballerini (Fim Cisl Monza Brianza e Lecco), Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli (Uilm Uil Lario), in quella che è stata anche una riunione di coordinamento per creare sinergia fra le Rsu di Ariston e Riello.
«Al tavolo ministeriale attendiamo – afferma Crippa - di sapere come sarà integrato il piano industriale, e le rispettive professionalità di Riello e Ariston, previsto in arrivo entro metà 2026. Puntiamo a un piano industriale unico di gruppo e non a un piano industriale dedicato solo a Riello e non integrato. Rimane un principio molto importante su cui ci attendiamo informazioni e chiarimenti e riguarda la gestione di eventuali sovrapposizioni: Riello ha il proprio centro di ricerca e sviluppo, così come Ariston ha il proprio. Vorremmo comprendere in che modo si procederà ad integrare le attività».
«L’acquisizione di Riello da parte dell’italiana Ariston – afferma Ballerini - è un segnale importante e l’incontro di Bologna è stato utile a conoscere le modalità di tenere le relazioni sindacali in Ariston. Al tavolo ministeriale capiremo il futuro. Potrebbero forse esserci delle sovrapposizioni, vedremo come saranno gestite, del resto finché Ariston non scoprirà le carte non si può ragionare in termini di notizie negative».
Sui rischi che eventuali sovrapposizioni determinassero dei licenziamenti la rappresentanza di Ariston nell’incontro al Mimit dello scorso 18 dicembre aveva espresso rassicurazioni, ma ora, riferiscono i sindacati, è tempo di mettere gli impegni nero su bianco.
Le preoccupazioni non mancano, afferma Trogu, e «sono emerse dalle Rsu presenti all’incontro di Bologna. Il timore dei lavoratori è che Ariston, multinazionale italiana con 10mila dipendenti, possa decidere, per la sovrapposizione dei centri di ricerca e sviluppo, di chiudere la sede di Lecco. Al tavolo nazionale ci aspettiamo che questo aspetto si chiarisca in modo da tranquillizzare i lavoratori lecchesi. Come Uil faremo il possibile per tutelare l’occupazione, nella consapevolezza che ogni acquisizione e fusione comporta rischi di sovrapposizione, ma restiamo positivamente colpiti da un’acquisizione realizzata da un’importante azienda italiana come Ariston».
Stesso sentiment nella Fiom che in una nota nazionale sottolinea che «insieme alle altre Organizzazioni sindacali, dovremo essere impegnati affinché questo nuovo colosso industriale europeo e mondiale da oltre 10mila occupati sia una reale opportunità per le lavoratrici e i lavoratori ma anche per il paese. Questa operazione di acquisizione dovrà essere dapprima di tutela dell’occupazione e poi volano di crescita, che porti sviluppo per tutti i territori dove sono presenti gli stabilimenti».
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