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Mercoledì 04 Febbraio 2026
Arrigoni lascia in anticipo la presidenza del Gse: «Ora nuove sfide professionali»
L’ex senatore della Lega motiva la scelta con la volontà di riprendere la libera professione dopo quasi un decennio. Cresciuti i compiti del Gestore Servizi Energetici.
Lecco
Con circa 15 mesi di anticipo sulla scadenza naturale del mandato, prevista per l’aprile 2027 dopo l’approvazione del bilancio di esercizio 2026, Paolo Arrigoni, lecchese e classe 1964, ha lasciato l’incarico di presidente del Gse (Gestore servizi energetici). Una scelta, ha scritto su Linkedin Arrigoni, «non facile» e voluta per «intraprendere nuove sfide professionali».
Abbiamo chiesto ad Arrigoni cosa, nei suoi nuovi progetti, si era fatto così urgente da non poter attendere ancora poco più di un anno: «Avevo necessità di tornare a esercitare la libera professione, cosa incompatibile con il ruolo nel Gse», risponde Arrigoni ripercorrendo le tappe principali che da sempre lo vedono impegnato nel mondo dell’energia, sia professionalmente sia nel parallelo impegno politico iniziato dalla base, come consigliere comunale, e culminato nell’ottobre 2022 dopo due mandati da senatore della Lega, durante i quali ha continuato ad occuparsi di energia, settore di cui è stato responsabile per il proprio partito.
«Dopo l’esperienza del Senato – afferma Arrigoni, ingegnere elettronico – durata in totale quasi un decennio, avevo riaperto la partita Iva tornando a esercitare con soddisfazione la libera professione. L’ho dovuta interrompere perché la presidenza del Gse introduce delle incompatibilità. Ora – ribadisce - ho ritenuto opportuno intraprendere il cammino interrotto».
Circa i rumors e le indiscrezioni circolate in questi giorni, fra cui voci di un’aspettativa non concretizzata circa una possibile nomina all’Arera e un suo presunto malcontento circa pressioni eccessive sul ruolo del Gse, caricato di una serie di maggiori ed eccessivi oneri, Arrigoni risponde che «sono tutte invenzioni. Nessuna pressione, sono abituato ai carichi di lavoro. Anzi, in Gse mi sono sempre trovato bene con i colleghi del Cda, e soprattutto con il personale del Gse che già in parte conoscevo quando ero senatore perché il Gse allora era già importante. Oggi è diventato centrale e strategico, tocca tutte le sfere dell’energia. È certamente vero che il lavoro in Gse è aumentato, affidato non solo dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (che di fatto è il ministero di riferimento che dà gli indirizzi strategici e operativi). In questi anni ci sono stati molti compiti legati al Pnrr, inoltre la transizione è ormai centrale. Ci sono traiettorie sfidanti e certo, lo dico positivamente, i compiti del Gse sono cresciuti. Non sono certo scappato di fronte alle difficoltà e ai carichi lavorativi, anzi: sono stati sempre più stimolanti e con l’ad, con cui ho lavorato in armonia e perfetta sinergia, abbiamo sempre portato all’attenzione degli stakeholder il fatto che il Gse c’è, è centrale e a disposizione».
Arrigoni lascia un Gse che nel triennio ha raddoppiato i meccanismi a sostegno dell’efficientamento energetico, con l’erogazione nel 2025 di circa 16 miliardi di euro in contributi, ha portato a 2,5 milioni (+48%) le convenzioni a favore di cittadini, imprese, enti pubblici e ha visto raddoppiare gli impianti fotovoltaici nel Paese.
Tutte «sfide affrontate – aggiunge Arrigoni - e che hanno contribuito ad aumentare la reputazione del Gse, rendendolo punto di riferimento per tutto il Governo, tanto che ha gestito compiti affidati, ad esempio, dal ministero dell’Agricoltura (in riferimento ai parchi agrisolari) o dal Mimit per le transizioni 4.0 e 5.0».
Un Gse che in questi anni si è aperto ai territori: «ho puntato molto sulla promozione in quanto quando ci siamo insediati mi sono accorto che nonostante il ruolo strategico centrale della transizione energetica, nel quale ci troviamo e che dobbiamo governare, molte imprese e pubbliche amministrazioni non conoscevano il Gse. Oltre al lavoro sull’operatività e sul monitoraggio della transizione abbiamo potenziato ancora di più l’assistenza, incrementando i corsi di formazione per i tecnici: lo scorso ne abbiamo formati circa 40mila, poi abbiamo puntato sulla promozione fino a intraprendere due anni fa, proprio partendo dalla provincia di Lecco, la tappa pilota del roadshow “Diamo energia al cambiamento” con l’intento di andare su tutto il territorio italiano, per rimarcare il ruolo del Gse, società pubblica, braccio operativo del Governo, che gestisce meccanismi di incentivazione».
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