Economia / Lecco città
Venerdì 09 Gennaio 2026
Aumento del gasolio: «Effetto a cascata sui trasportatori»
Le reazioni Ridotte le accise, ma salita la tassazione. Colato (Fai): «Nessun fermo, ma ci sono ripercussioni». E Battazza: «Costi extra sui beni e per chi li produce»
Lecco
Con l’entrata in vigore a inizio gennaio, per effetto della Finanziaria 2026, dell’aumento di 4.05 centesimi della tassazione sul gasolio a fronte di identica riduzione di accise sulla benzina, ora alla pompa il diesel costa più della verde.
La norma
Per il cosiddetto “riallineamento delle accise” voluto dal Governo in quanto l’aliquota più bassa del gasolio era ritenuta “sussidio dannoso per l’ambiente”, ora la partita dei rincari passa ai distributori, con le Fiamme Gialle che in una nota annunciano «una costante azione di controllo nel settore della commercializzazione dei prodotti energetici per autotrazione, attraverso un presidio operativo calibrato, flessibile e capillare, in grado di intercettare tempestivamente fenomeni fraudolenti».
In pratica, un piano di vigilanza straordinario a tutela dei consumatori e della concorrenza leale fra operatori lungo l’intera filiera, dai depositi ai distributori per intercettare sul nascere anomalie e illeciti.
Per Giorgio Colato, presidente regionale di Fai Lombardia, «sicuramente non faremo un fermo per il gasolio, aumenteremo le tariffe di trasporto. Si presenta un evidente problema di costi e anche di rifornimento. È presto per prevedere l’impatto economico su costi e logistica, ma ad oggi abbiamo senz’altro una preoccupazione ed è evidente che a fronte di forti ripercussioni economiche sul prezzo ci saranno anche i relativi aumenti dei costi, che per quanto ci riguarda dovremo trasferire sulla committenza e che quindi raggiungeranno poi i consumatori finali di tutti i segmenti dell’economia. Ferma restando la norma, non c’è un’alternativa a tale dinamica».
Una misura che penalizza i costi dell’intera filiera anche per Antonio Battazza, dell’omonima azienda di trasporti pesanti con sede a Lecco: «Semplificando al massimo, tutto si tradurrà in un aumento dei costi per i beni che vengono prima trasportati e poi prodotti e venduti dalle imprese. Nel merito, le accise ridotte del gasolio rispetto a quelle della benzina avevano una ragione di agevolazione del processo produttivo e del trasporto, visto che il gasolio è componente importante della filiera produttiva. Ma oggi il gasolio e i mezzi endotermici in generale vengono demonizzati come male assoluto e quindi ecco la nuova direzione».
Green Deal
E nonostante la frenata europea su tutta la partita del Green Deal, «noi comunque dall’1 gennaio ci troviamo la tassazione del gasolio aumentata, con impatto sicuro su trasporti e logistica, ma ritengo che lo sguardo sulla questione vada allargato sull’economia generale».
Posto che il prezzo del carburante segue logiche di mercato al di là delle accise, con relative fluttuazioni, «ma nel momento in cui si aumenta la componente di tasse i costi aumenteranno strutturalmente. Alla fine non c’è dubbio, è una penalizzazione che ricadrà sui consumatori finali. Ribaltare il costo sui clienti, peraltro in un momento economico già di per sé delicato, potrebbe non essere facile e, comunque, non risolverà il problema. A mio avviso è una misura un po’ miope nell’ottica dell’economia generale».
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