Economia / Sondrio e cintura
Mercoledì 11 Febbraio 2026
Banca Popolare Sondrio e Bper, nasce la direzione Lombardia Nord
Dal 20 aprile operativa la nuova direzione che conterà 200 filiali tra Sondrio, Lecco, Como e Monza Brianza. Romellini guiderà la nuova area.
Sondrio
Duecento filiali distribuite tra Sondrio, Lecco, Como e Monza Brianza, circa duemila dipendenti e 35 miliardi di masse gestite. Sarà Luca Romellini, in Banca Popolare di Sondrio dal 1991 e, nel suo ultimo incarico, responsabile dei due coordinamenti geografici del Veneto e della Valle Camonica, a guidare la nuova grande direzione regionale Lombardia Nord che nascerà nel capoluogo valtellinese dopo l’integrazione tra l’istituto di credito di piazza Garibaldi e Bper. Una realtà che si collocherà tra le prime tre direzioni più grandi dell’intero gruppo Bper per dimensioni e volumi.
A darne notizia, facendo il punto della situazione in vista dello switch operativo fissato per il 20 aprile, è l’amministratore delegato della Banca Popolare di Sondrio, Elvio Sonnino, che sottolinea la portata strategica dell’operazione. «Questa direzione regionale raggruppa sostanzialmente 200 filiali dell’area geografica di Sondrio, Como, Lecco e Monza Brianza. Filiali della Popolare ma anche di Bper, con più di novecento dipendenti complessivamente, cui si aggiungono altrettante persone delle strutture collegate – spiega Sonnino –. Dal 20 aprile Romellini si occuperà a tempo pieno di questa direzione con più di 35 miliardi di masse gestite. Un’area decisamente importante, alla pari delle altre due lombarde: la Milano Ovest, che gestisce di fatto il centro di Milano, e la Lombardia Est, che si estende da Brescia fino al Veneto».
La direzione generale, prosegue Sonnino, sarà organizzata con uno staff dedicato e con alcune specializzazioni mirate a rafforzare la presenza sul territorio e la vicinanza alle imprese. Sono previsti quattro centri corporate focalizzati sulle realtà imprenditoriali di Sondrio, Como, Lecco e Monza, oltre a tre centri di private banking a Sondrio, Morbegno e Bormio. Tutte queste strutture godranno di un’ampia autonomia, anche sul fronte creditizio. «In certi casi addirittura ampliata – precisa Sonnino – perché i responsabili dell’area corporate avranno la possibilità di colloquiare direttamente con i clienti. In questo momento stiamo organizzando incontri con i principali imprenditori nelle varie zone per illustrare il modello di gestione e rassicurare sulla continuità del rapporto».
Particolare attenzione sarà riservata anche al segmento private. «Stiamo già individuando coloro che hanno le caratteristiche per essere clienti private – spiega Luigi Zanti, responsabile della direzione commerciale e della rete della Popolare – e abbiamo già selezionato quasi 60 collaboratori che saranno private banker e che si dedicheranno a questa fascia importante di clientela». I professionisti opereranno in centri dedicati, ma il modello di servizio prevede una forte flessibilità: «I gestori continueranno a frequentare i clienti anche nelle filiali di domicilio. Questo ci permette di rispettare la relazione storica che la clientela della Popolare ha con le proprie filiali, mantenendo al tempo stesso un elevato livello di specializzazione».
Si profila dunque un doppio presidio: da un lato il private banker, che fornirà indicazioni tecniche e potrà contare anche sul supporto di Banca Cesare Ponti, centro investimenti del gruppo e punto di riferimento per la clientela affluente, destinato a diventare un interlocutore stabile anche per la banca sondriese; dall’altro la forza relazionale radicata nelle filiali. «Una specializzazione che non toglie impatto e forza ai rapporti territoriali – sottolinea Zanti – ma li integra e li valorizza».
In vista del passaggio del 20 aprile, tutti i dipendenti della rete sono stati informati sui nuovi assetti organizzativi e sulle mansioni che andranno a ricoprire. «Questo però è solo un punto di partenza – conclude Sonnino –. Per il 20 aprile abbiamo cercato di creare meno confusione possibile, facendo in modo che le persone che oggi svolgono determinate attività continuino a farle, così da rimanere un punto di riferimento per la clientela. Ma le potenzialità future e le opportunità di crescita che si aprono con questa integrazione sono un’altra cosa e rappresentano un valore aggiunto del progetto».
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