Economia / Sondrio e cintura
Giovedì 19 Marzo 2026
Bper-Popolare Sondrio, Papa: sinergie per 290 milioni entro il 2027
ll gruppo emiliano punta a sviluppare i ricavi da commissioni e aggiornerà il piano industriale in estate. Buyback condizionato al via libera della Bce.
Sondrio
Dopo il via libera delle assemblee straordinarie alla fusione tra Bper e Banca popolare di Sondrio, il gruppo emiliano accelera sull’integrazione e fissa i primi obiettivi operativi. A tracciare la linea è stato l’amministratore delegato Gianni Franco Papa, che intervenendo alla Morgan Stanley European Financials Conference ha fatto il punto su un’operazione destinata a cambiare il panorama bancario italiano e valtellinese.
«Dall’acquisizione della Banca Popolare di Sondrio non abbiamo avuto cattive sorprese ma solo buone sorprese» ha spiegato il ceo, confermando le attese sulle sinergie industriali. Il gruppo stima benefici per 290 milioni di euro, che «verranno raggiunti entro la fine del 2027» ha detto. Un traguardo ambizioso, considerando che l’integrazione operativa prenderà il via dal 20 aprile: «Realizzeremo le sinergie in 18-20 mesi, è un piano molto sfidante ma ce la faremo», ha aggiunto.
Uno dei punti principali sarà lo sviluppo dei ricavi da commissioni dove, secondo Papa, esiste un significativo margine di crescita. «L’integrazione della Popolare di Sondrio offre un’opportunità molto grande» ha spiegato, evidenziando come le commissioni dell’istituto valtellinese rappresentino circa il 24-26% dei ricavi, con «una differenza di 12-13 punti percentuali» rispetto ai livelli di Bper. «Sono numeri verso i quali saremo in grado di far convergere progressivamente le filiali della Sondrio», ha aggiunto, indicando quindi un possibile incremento della redditività commerciale nel medio periodo.
L’operazione, ha ricordato lo stesso amministratore delegato, è nata in un contesto di forte competizione. «Nell’ottobre del 2024 non era nei nostri piani, ma pochi mesi dopo ci siamo sentiti forzati a lanciare l’offerta» ha raccontato, spiegando che la banca valtellinese rischiava di finire «nelle mire di qualche predatore». Da qui la decisione di accelerare: «Avevamo capitale e liquidità e questo ci ha permesso di andare rapidamente sul mercato, lanciare l’operazione e di fatto bloccare Sondrio, che era osservata anche da altri operatori».
Lo sguardo del gruppo è già proiettato oltre la fase iniziale dell’integrazione. «In estate aggiorneremo il piano industriale – ha annunciato Papa, con indicazioni anche sulle prospettive per il 2028 e il 2029 –. Penso che in quegli anni arriveranno ancora più sinergie». La strategia è incentrata su economie di scala, controllo dei costi e miglioramento dell’efficienza operativa. «Continueremo con la forte generazione di capitale organica che abbiamo avuto negli ultimi anni – ha aggiunto – con un monitoraggio molto attento della qualità degli asset e del ritorno sul capitale».
Accanto alla fusione resta aperto anche il capitolo del buyback fino a 750 milioni di euro, che potrà essere utilizzato sia per la remunerazione degli azionisti sia per cogliere eventuali opportunità di crescita. Le tempistiche dipenderanno dal via libera della Bce: «Se arriverà a fine luglio partiremo in settembre, se invece arriverà a fine giugno potremo iniziare già a luglio». In ogni caso, «ci vorranno probabilmente due, tre o quattro mesi».
Il riacquisto di azioni proprie resta uno strumento flessibile. «C’è una costante interazione con il board e, se si deciderà che è meglio cancellare le azioni, le cancelleremo», ha spiegato il ceo, assicurando che non ci saranno effetti negativi per gli azionisti. In caso contrario, ha aggiunto, l’intenzione è «dirottare ai soci il relativo dividendo attraverso un aumento del payout».
Il ceo di Bper ha affrontato anche la questione macroeconomica, richiamando i possibili rischi legati allo scenario internazionale, alla guerra in Medio Oriente in particolare. «Se la crisi si prolunga, avremo un aumento dell’inflazione, dei tassi di interesse e un rallentamento dell’economia» ha detto, precisando però che un rialzo dei tassi potrebbe in parte compensare gli effetti negativi sul margine di interesse delle banche.
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