Bracconaggio ittico, i pescatori lecchesi chiedono più severità

Incontro in Regione per discutere delle criticità legate al bracconaggio e al sistema sanzionatorio. L’assessore Piazza promette un impegno concreto e tempestivo. Necessario l’adeguamento della normativa regionale.

Bracconieri che agiscono come se nulla fosse, con la consapevolezza che le sanzioni sono contenute. In Regione un incontro al quale ha partecipato Stefano Simonetti, presidente dell’Asd provinciale di Lecco pescatori e subacquei convenzionata Fipsas, e Aurelio Bertarini, comandante della stessa associazione.

Durante l’audizione, Simonetti ha illustrato le criticità legate al bracconaggio ittico e al sistema sanzionatorio regionale, citando un’operazione recente della polizia provinciale in cui due pescatori professionali sono stati sanzionati per aver catturato 120 pesci, prevalentemente coregoni lavarello, durante il periodo di chiusura per la riproduzione.

Secondo Simonetti, queste azioni danneggiano l’intero mondo della pesca, sia sportiva sia professionale e, le sanzioni attuali, pari a soli 51 euro, risultano del tutto insufficienti. Ha chiesto interventi concreti della Regione, con sanzioni più elevate, maggiore rispetto delle regole e aggiornamento della normativa a tutela della biodiversità del lago.

Richiesta raccolta dal sottosegretario Mauro Piazza che ha ribadito la necessità di un impegno concreto e tempestivo: «Il bracconaggio professionale è una minaccia reale per l’ecosistema del Lario e per il lavoro di tutela svolto da associazioni, volontari ed enti locali. Serve un adeguamento immediato della normativa regionale e un rafforzamento dei controlli sul territorio».

A lui fa eco il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giacomo Zamperini.

«Condivido la necessità di aggiornare le sanzioni per chi deliberatamente fa bracconaggio violando le regole, ma questo intervento deve andare di pari passo con un sostegno concreto ai pescatori professionisti per bene che tutelano il nostro patrimonio ittico. L’obiettivo è semplice: regole più giuste e semplici con una maggiore tutela per chi le rispetta e porta avanti un’attività millenaria».

Lo scorso novembre il nucleo di vigilanza ittico venatoria che fa capo all’Amministrazione provinciale, aveva fermato due pescatori sorpresi a Perledo davanti alla spiaggia per cani “Bau Bau Beach” in zona Malpensata, poco dopo le 3, intenti a ritirare in barca delle reti, tipo “Oltana” in periodo di divieto di utilizzo di questo tipo di attrezzatura.

I bracconieri erano stati intercettati successivamente a Bellano all’attracco della barca, e oltre alle reti avevano il bottino di pesca.

I due erano stati sanzionati con verbale amministrativo e avevano subito il sequestro sia del pescato pari a 24,24 chili per 120 pesci prevalentemente coregoni, sia delle tre reti usate per la pesca.

Con molta probabilità non era neppure la prima volta, visto che avevano le reti e confidavano di passare inosservati considerato che la Malpensata è poco in vista.

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