Dalla Valle agli Usa: «Grazie alle Olimpiadi si sta aprendo un nuovo mercato»

Dati incoraggianti per l’agroalimentare Palladi (Daq): «Visibilità dei prodotti mai così elevata»

Sondrio

«Un’occasione incredibile per valorizzare il territorio e l’agroalimentare di montagna e valle. E aprire così nuovi mercati, a partire da quello statunitense».

Non ha dubbi Claudio Palladi, il presidente del Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina (Daq): le Olimpiadi hanno dato uno slancio incredibile ai prodotti della provincia di Sondrio, a dimostrazione della bontà della strategia del Daq, che ha scelto di essere sponsor dei Giochi per valorizzare il rapporto stretto tra natura, cultura e prodotti agroalimentari di qualità.

Il marchio territoriale “Valtellina Taste of Emotion” che riunisce nove denominazioni Dop e Igp - tra cui Bresaola della Valtellina, Bitto, Valtellina Casera, i vini Doc e Docg della valle, la mela e i pizzoccheri della Valtellina – è l’espressione più vera di una tradizione e di un sistema produttivo che genera un valore economico superiore ai 300 milioni di euro e coinvolge migliaia di addetti.

Durante il periodo olimpico, le eccellenze sono diventate protagoniste di degustazioni, incontri e attività promozionali non soltanto a Sondrio, ma anche a Milano, Bormio e Livigno, in un calendario fitto di appuntamenti rivolti a stampa, istituzioni e pubblico che hanno avuto un’eco internazionale.

«I nostri sono prodotti autentici e identitari che in queste settimane sono stati veri ambasciatori di una montagna evoluta, consapevole e orgogliosa, ormai sempre più apprezzata - sottolinea Palladi -. Secondo i dati diffusi dalla Regione Lombardia, durante le Olimpiadi il 27% delle presenze in Valtellina è arrivato dagli Stati Uniti, questo significa che si sta aprendo un nuovo mercato, che vogliamo coltivare, con l’obiettivo di farlo crescere nei prossimi anni. Come Daq stiamo cogliendo questo momento storico per trasformare la visibilità dei nostri prodotti offerta dalle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 in passione per il territorio e per le sue tradizioni».

Dalla vetrina irripetibile a cinque cerchi al mondo: l’identità valtellinese fatta di prodotti certificati, tradizioni culturali e capacità di ospitalità mostra la sua offerta integrata capace di attrarre anche oltre l’evento olimpico facendo breccia nei mercati internazionali. E d’altra parte fin dall’inizio del cammino della sponsorizzazione questa era lo scopo del Daq che non si limita a promuovere prodotti, ma vuole raccontare una cultura gastronomica stratificata.

«Queste Olimpiadi in Valtellina resteranno negli occhi e nel cuore come eventi di entusiasmo straordinario – dice anche lo chef Alessandro Negrini il cui viaggio gastronomico con la giornalista americana Kim Severson, premio Pulitzer 2018 ha contribuito alla fama internazionale dei prodotti valtellinesi -. Bormio e Livigno hanno mostrato al mondo l’eccellenza della nostra terra. Sono orgoglioso del lavoro realizzato dal Distretto agroalimentare di qualità – Valtellina Taste of Emotion, che ha saputo valorizzare viticoltori, mele, bresaola, pizzoccheri e formaggi, portandoli a essere protagonisti di un evento globale».

Il Distretto «non valorizza solo i prodotti, ma difende il territorio e chi lo abita, offrendo agli operatori la possibilità di promuoversi. Essere coesi è la chiave: il ruolo del Distretto è unico e va salvaguardato, perché solo insieme possiamo continuare a far brillare la Valtellina nel mondo».

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