Economia a due velocità in provincia di Sondrio: artigianato in crescita, industria in calo

Nel 2025 il quadro congiunturale sondriese mostra andamenti differenziati: bene l’artigianato e in lieve ripresa il commercio, mentre arretra l’industria. Servizi sostanzialmente stabili.

Sondrio

Non c’è un’unica direzione per l’economia della provincia di Sondrio nel 2025. Il tessuto produttivo locale si muove infatti a velocità diverse: l’artigianato mostra segnali di vitalità, il commercio prova a risalire la china e l’industria resta in terreno negativo. È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere Lombardia, che fotografa un sistema locale caratterizzato da segnali contrastanti ma complessivamente improntato alla prudenza.

A trainare la congiuntura è l’artigianato manifatturiero, che nei dodici mesi segna un incremento dell’1,9%, mentre il commercio al dettaglio mostra un lieve recupero con un +0,9%. In controtendenza l’industria, che arretra dell’1%. La media annuale conferma il quadro: industria ancora negativa (-1%), artigianato in crescita più moderata (+0,7%), commercio leggermente positivo (+0,2%) e servizi sostanzialmente fermi.

«Il 2025 si chiude per la nostra provincia con un’economia che corre su due binari - sottolinea la presidente della Camera di Commercio Loretta Credaro - da un lato, un artigianato manifatturiero che mostra capacità di tenuta e di crescita; dall’altro, un’industria ancora in difficoltà. Nel terziario assistiamo al lieve recupero del commercio, mentre i dati relativi ai servizi sono contrastanti, con fasi di spinta che si alternano a momenti di assestamento. Ne deduciamo che la provincia ha energia, ma che va accompagnata con scelte rapide e mirate per trasformare la prudenza delle imprese in fiducia nel futuro».

Nel dettaglio, l’industria continua a mostrare segnali di debolezza. Nel quarto trimestre la produzione cala dell’1%, in controtendenza rispetto al recupero regionale (+2,3%). Gli ordini interni rallentano (+1,2%) e si attenua anche la spinta estera (+0,6%), dopo il picco precedente. Tiene però il fatturato, che cresce del 7,4%, con la quota estera salita al 18,5%. L’occupazione resta stabile, ma si conferma un ricorso significativo alla cassa integrazione: 184 mila ore autorizzate nel trimestre. Le imprese guardano avanti con cautela, pur con una lieve sfumatura di ottimismo.

Scenario più favorevole per l’artigianato manifatturiero, che chiude il trimestre con un +1,9% in linea con la media lombarda. Il fatturato torna positivo (+0,6%), sostenuto dal recupero degli ordini interni (+4,1%), mentre quelli esteri restano stabili. La quota di fatturato oltreconfine sale al 6%. Su base annua quasi tutti gli indicatori sono positivi, fatta eccezione per gli ordini esteri (-0,3%). L’occupazione trimestrale è sostanzialmente stabile (-0,1%), ma sull’intero 2025 il saldo è positivo grazie a tre trimestri consecutivi in crescita. Anche qui prevale comunque un atteggiamento prudente.

Nel commercio al dettaglio il 2025 si conferma un anno di micro-variazioni. Il fatturato medio annuo segna un modesto +0,2%, mentre restano negativi i giudizi sugli ordini ai fornitori (-11,9%). Le scorte sono considerate adeguate. Più dinamica invece l’occupazione, con ingressi oltre il doppio delle uscite, anche per effetto della stagionalità legata alla vocazione turistica del territorio. Per il breve periodo cresce però il peso delle attese di contrazione.

Infine i servizi mostrano un quadro sostanzialmente stabile. L’ultimo dato disponibile indica una crescita tendenziale dello 0,9%, inferiore al dato regionale (+3,8%). L’occupazione appare più vivace, con un saldo positivo tra entrate e uscite che potrebbe riflettere sia la stagionalità sia le esigenze connesse all’evento olimpico. Le aspettative restano comunque improntate alla stabilità: circa l’80% delle imprese non prevede variazioni né nel fatturato né negli organici.

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