Incontro al ministero per la Carcano. I sindacati: «Restano incognite sul futuro»

L’azienda, che occupa 500 lavoratori nelle province di Lecco e Sondrio, è stata ceduta a un gruppo di Hong Kong. «Prospettive incerte»

Si è svolto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo di confronto sulla situazione di Carcano Antonio Spa, convocato dopo la vendita della quota di maggioranza dell’azienda al gruppo Luminovo Aluminium Ltd, con sede a Hong Kong.

Carcano è una realtà industriale storica nel settore dell’alluminio e tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati destinati soprattutto all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica. L’azienda occupa oltre 500 lavoratori nei tre stabilimenti di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino, con un indotto significativo per l’economia dei territori tra le province di Lecco e Sondrio.

Proprio per il peso occupazionale e produttivo dell’azienda, l’incontro convocato dal responsabile dell’unità di crisi del Ministero Giampiero Castano era particolarmente atteso. Al tavolo hanno partecipato rappresentanti dell’azienda, delle istituzioni e della UILM, il sindacato dei metalmeccanici della UIL.

Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino e il responsabile delle relazioni sindacali Michetti. Per la UILM hanno preso parte al confronto Enrico Azzaro, segretario UIL Lombardia, e Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, insieme ad Angelo Volonté della RSU aziendale.

Secondo la UILM, dal confronto non sono però arrivate le rassicurazioni attese sul futuro dell’azienda.

“In seguito al passaggio di proprietà avremmo voluto avere delle rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate”, spiega Azzaro.

La vendita del 51,58% di Carcano Antonio Spa a Luminovo Aluminium Ltd è stata sottoposta alla procedura del golden power da parte del Governo, lo strumento che consente allo Stato di intervenire nelle operazioni che riguardano settori considerati strategici per il sistema industriale nazionale.

Il lungo iter autorizzativo ha alimentato nei mesi scorsi preoccupazioni tra i lavoratori. Ora il nodo principale riguarda le strategie industriali del nuovo gruppo.

“L’ingresso di Luminovo non è neutro – osserva Azzaro –. Un’azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere diversi obiettivi: presidiare il mercato europeo, integrare la produzione oppure trasferire progressivamente valore verso altri siti”.

Secondo la UILM resta quindi necessario capire quale sia il piano industriale della nuova proprietà e come intenda affrontare la situazione economica dell’azienda, che presenta un indebitamento significativo.

Un altro punto sollevato riguarda il luogo in cui verranno prese le decisioni strategiche. “Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali: in Italia o presso la holding di Hong Kong? Questo sarebbe stato il primo punto da chiarire”, sottolinea Azzaro.

Dal Ministero, comunque, è arrivato un segnale di attenzione. “Il Mimit ha compreso pienamente le preoccupazioni e la delicatezza del passaggio di proprietà – conclude Azzaro – e attraverso il direttore dell’unità di crisi Castano è arrivato un segnale importante”.

La UILM chiede ora maggiore chiarezza sugli investimenti, sul piano industriale e sulla tutela dell’occupazione nei tre stabilimenti lombardi. Il confronto con il Ministero e con la nuova proprietà è destinato a proseguire nelle prossime settimane.

aggiungi dichiarazioni di vacca Vi invio a seguito le dichiarazioni di Enrico Vacca, Segretario Generale FIM CISL Monza Brianza Lecco, relative all’incontro che si è tenuto ieri al MIMIT a Roma sul futuro del Gruppo Carcano

“Incontro di ieri conferma tutti i dubbi che nelle ultime settimane e mesi avevamo espresso rispetto alla totale assenza di un credibile piano industriale da parte di Carcano, con particolare riferimento al sito di Mandello e ai siti dedicate al converting, la lavorazione dell’alluminio. Elemento positivo è certamente l’interesse dimostrato dal Ministero rispetto alla vicenda di una realtà industriale importante per il nostro territorio come è Carcano. Altrettanto positivo è il fatto che a breve, cioè il 31 di marzo, l’azienda e le parti sindacali siano state riconvocate al fine di cominciare un confronto anche con la nuova proprietà che si è insediata. E’ chiaro che per noi l’incontro di ieri costituisce un primo passo per cominciare a mettere in sicurezza una realtà industriale del territorio lecchese estremamente importante”.

Carcano, al Mimit il tavolo dopo la vendita a Luminovo: sindacati chiedono chiarezza sul piano industriale

ROMA, 4 marzo 2026 – Si è svolto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo di confronto sulla situazione di Carcano Antonio Spa, convocato dopo la vendita della quota di maggioranza dell’azienda al gruppo Luminovo Aluminium Ltd, con sede a Hong Kong.

Carcano è una realtà industriale storica nel settore dell’alluminio e tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati destinati soprattutto all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica. L’azienda occupa oltre 500 lavoratori nei tre stabilimenti di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino, con un indotto significativo per l’economia dei territori tra le province di Lecco e Sondrio.

L’incontro convocato dal responsabile dell’unità di crisi del Ministero Giampiero Castano era particolarmente atteso, proprio per il peso industriale e occupazionale dell’azienda. Al tavolo hanno partecipato rappresentanti dell’azienda, delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali.

Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino e il responsabile delle relazioni sindacali Michetti. Per la UILM hanno preso parte al confronto Enrico Azzaro, segretario UIL Lombardia, insieme a Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, con Angelo Volonté della RSU.

Secondo la UILM, dal confronto non sono arrivate le rassicurazioni attese sul futuro industriale del gruppo.

“In seguito al passaggio di proprietà avremmo voluto avere delle rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate”, spiega Azzaro.

La vendita del 51,58% di Carcano Antonio Spa a Luminovo Aluminium Ltd è stata sottoposta alla procedura del golden power da parte del Governo, lo strumento che consente allo Stato di intervenire nelle operazioni che riguardano settori considerati strategici per il sistema industriale nazionale.

Il lungo iter autorizzativo ha alimentato nei mesi scorsi preoccupazioni tra i lavoratori. Ora il nodo principale riguarda le strategie industriali della nuova proprietà.

“L’ingresso di Luminovo non è neutro – osserva Azzaro –. Un’azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere diversi obiettivi: presidiare il mercato europeo, integrare la produzione oppure trasferire progressivamente valore verso altri siti”.

Secondo la UILM resta quindi necessario capire quale sia il piano industriale della nuova proprietà e come intenda affrontare la situazione economica dell’azienda, che presenta un indebitamento significativo.

Al tavolo era presente anche la FIM CISL, che ha espresso analoghe preoccupazioni sull’assenza di indicazioni chiare sul futuro del gruppo.

“L’incontro di ieri conferma tutti i dubbi che nelle ultime settimane e mesi avevamo espresso rispetto alla totale assenza di un credibile piano industriale da parte di Carcano, con particolare riferimento al sito di Mandello e ai siti dedicati al converting, la lavorazione dell’alluminio”, spiega Enrico Vacca, segretario generale FIM CISL Monza Brianza Lecco.

Per il sindacato metalmeccanico della CISL, tuttavia, alcuni segnali positivi sono arrivati dal confronto con il Ministero.

“Elemento positivo è certamente l’interesse dimostrato dal Ministero rispetto alla vicenda di una realtà industriale importante per il nostro territorio come è Carcano”.

Un altro passaggio considerato rilevante riguarda la prosecuzione del confronto con la nuova proprietà.

“Altrettanto positivo è il fatto che a breve, cioè il 31 marzo, l’azienda e le parti sindacali siano state riconvocate al fine di cominciare un confronto anche con la nuova proprietà che si è insediata”, aggiunge Vacca.

“È chiaro che per noi l’incontro di ieri costituisce un primo passo per cominciare a mettere in sicurezza una realtà industriale del territorio lecchese estremamente importante”.

La vertenza resta quindi aperta. I sindacati chiedono maggiore chiarezza sugli investimenti, sul piano industriale e sulla tutela dell’occupazione nei tre stabilimenti lombardi, mentre il prossimo confronto al Ministero è già stato fissato per il 31 marzo.

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