Inflazione al +2,7%, a Lecco stangata da 1.200 euro l’anno

I rincari legati alle guerre incidono sui consumi quotidiani. Il presidente Roberto Erba «Misure urgenti contro speculazioni e caro energetica»

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Lecco

Nessuna sorpresa: «nelle previsioni del nostro Osservatorio nazionale ci aspettavamo da tempo l’impatto della guerra in Medio Oriente sul carrello della spesa e i dati ci stanno dando ragione».

Roberto Erba, neo presidente di Federconsumatori Lecco, commenta gli ultimi dati Istat diffusi a metà maggio, che registrano ad aprile un’inflazione che sale al +2,7% su base annua, rispetto ad aprile 2025. Un’inflazione generale che, ha sottolineato l’Istat, presenta una crescita legata in primis all’incremento dei prezzi energetici (da -2,1% a +9,2%) ma anche agli alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%).

In particolare, il tasso relativo al solo carrello della spesa (beni alimentari e di igiene della casa e della persona) passa al +2,3%, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto crescono del +4,2%.

«Parliamo di settori a forte impatto di spesa personale – afferma Erba - e che quindi ci danno forte preoccupazione, visto che sono riferiti a consumi vitali e necessari per le famiglie».

Dati, quelli dell’Istat, che si riflettono anche nelle stime già diffuse nei giorni scorsi dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori attraverso uno studio sugli impatti che sta avendo il conflitto sui prezzi di grandi settori, dall’energia ai trasporti, ai prodotti alimentari.

Lo studio di Federconsumatori mostra che le spese degli italiani sono aumentate, già oggi, di 204,31 euro a famiglia (rispetto a fine febbraio). Un aggravio che, in termini annui, si traduce in ricadute di +1.225,90 a famiglia.

«Temiamo – spiega una nota dell’associazione di consumatori - che questo sia solo l’inizio: se il conflitto dovesse proseguire a lungo, l’impatto su fertilizzanti, plastiche, logistica, energia e trasporti potrebbe essere ancora più grave. Per questo è necessario intervenire con urgenza e determinazione per arginare, prima di tutto, fenomeni speculativi».

Sul come farlo Federconsumatori indica una serie di misure ritenute «non più rinviabili».

Fra queste, si chiede di ripristinare «un taglio più consistente delle accise sulla benzina», che è stato prematuramente alleggerito, ma anche «una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali». Le richieste continuano con l’introduzione di criteri per la determinazione di prezzi in grado di realizzare di disaccoppiamento dei prezzi (ora fra loro agganciati) tra energia elettrica e gas.

Da Federconsumatori arriva anche la sollecitazione a mettere in campo un bonus energia «più consistente ed esteso a una platea di famiglie più ampia», oltre alla creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare in aiuto alle famiglie più vulnerabili.

Sul fronte fiscale, la richiesta reiterata al Governo rimane quella di «mettere in atto la promessa riforma degli oneri di sistema su beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale» e anche di «aumentare monitoraggio, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti», fino a una tassazione «adeguata» degli extraprofitti realizzati dalle aziende dell’energia.

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