Economia / Sondrio e cintura
Venerdì 24 Aprile 2026
Obiettivo lavoro per giovani fragili
Il progetto “Be Your Next” cerca di recuperare i Neet, ragazzi che non lavorano e non studiano In azione una rete ampia e consolidata di 25 soggetti - Capofila la cooperativa Sol.Co, la Provincia è partner
Sondrio
Accompagnare i giovani nella costruzione del loro futuro facendo emergere criticità e fragilità avendo, al tempo stesso, un quadro più chiaro di un fenomeno i cui contorni in provincia di Sondrio sono ancora poco precisi.
Si occupa di Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, Be Your Next, il progetto finanziato per l’80% dalla Regione Lombardia (su un totale di 600mila euro) che ha come capofila la cooperativa Sol.Co e di cui la Provincia di Sondrio è partner insieme ad altri enti del territorio. In tutto una rete ampia e consolidata che comprende 25 soggetti.
«Partecipiamo a questo progetto con grande entusiasmo – dice il presidente della Provincia, Davide Menegola – proprio perché affronta in modo concreto e strutturato una delle sfide più rilevanti per il nostro territorio: accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro. Mettendo insieme competenze, esperienze e responsabilità diverse, pubbliche e private, “Be Your Next” consente di offrire strumenti, orientamento e opportunità perché ciascun ragazzo possa trovare il proprio percorso».
L’obiettivo è intercettare e accompagnare 80 giovani in condizioni di fragilità – 75 strettamente connessi a questo progetto più altri cinque di un’analoga iniziativa che sta portando avanti il Comune di Sondrio con l’Anci -, attraverso percorsi di inclusione sociale e lavorativa, contrastando così l’abbandono scolastico e rafforzando le reti territoriali. Tra i risultati che i promotori vogliono raggiungere c’è però anche quello di riuscire a “mappare” la situazione reale in Valtellina. Secondo i dati Istat i Neet in provincia oscillerebbero tra i 2.500 e i 2.700, un dato esageratamente ampio secondo la responsabile del settore Mercato del lavoro della Provincia, Tiziana Rinaldi.
«Riteniamo che questo dato non sia corretto – spiega - perché tra le altre cose non contempla i numerosi ragazzi che lavorano in Svizzera. Già un paio d’anni fa avevamo cercato di rilevare i numeri, ma è un lavoro molto difficile. Arriviamo ad avere i dati delle scuole superiori e quelli comunicazioni obbligatorie dei ragazzi che non lavorano, ma ci mancano tutti quelli delle università e dei lavoratori frontalieri». Non proprio un dettaglio.
Il progetto secondo Rinaldi dovrà scovare non tanto chi non lavora e non studia perché non lo vuole fare - «credo che sia difficilissimo» -, ma perché non è in grado di farlo essendo fragile, non avendo competenze o capacità di muoversi alla ricerca di un lavoro. «Perché – sostiene Rinaldi – in provincia di Sondrio se si vuole lavorare possibilità ce ne sono».
E dunque in questa fascia di Neet ci sono anche coloro che fanno riferimento al collocamento mirato piuttosto che le donne straniere che spesso non vengono lasciate uscire di casa per motivi culturali.
Per questo il progetto assume una forma di ricognizione territoriale, un’opportunità reale per il territorio di conoscersi e crescere. «Avremo la possibilità di sperimentare un grande lavoro di rete - sottolinea Massimo Bevilacqua, direttore di Sol.Co. - che da una parte proverà a contrastare il fenomeno dei ragazzi che non studiano e non lavorano e dall’altra cercherà di conoscerlo più e meglio».
«Questo fenomeno dei Neet preoccupa un po’ tutti – aggiunge Gabriele Marinoni, presidente Confcooperative Adda tra i partner di progetto -. Ci dice anche che i modelli di sviluppo che il nostro tempo sta vivendo tendono a lasciare indietro le persone,: è una responsabilità collettiva provare a capire meglio cosa si nasconde e cosa c’è dentro il fenomeno. Per questo il progetto è particolarmente interessante».
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