Economia / Lecco città
Giovedì 05 Marzo 2026
Rallenta l’attività estrattiva nelle cave lecchesi
Nel 2025 nei siti è scesa a 251.839 metri cubi. In calo in particolare l’attività nella cava “Vaiolo alta”. Incassi per il Comune inferiori rispetto all’anno precedente, ma superiori al 2023.
Lecco
È stato un 2025 in calo per le tre cave lecchesi. Dopo i 279.179 metri cubi scavati complessivamente nel 2024, l’attività dei tre siti nel 2025 è scesa a 251.839 metri cubi, dato vicino ai 247.734 metri cubi scavati nel 2023. Benché le aree estrattive censite siano sempre tre, sono in realtà solo due le cave attive a Lecco, entrambe situate nell’area del monte Magnodeno e tese all’estrazione del calcare, poiché già da alcuni anni la cava “Cornello” non registra attività. Nella cava “Vaiolo Bassa”, gestita da Fassa Srl, sono stati scavati 20.926 metri cubi, un dato simile ai 19.550 metri cubi scavati nel 2024 ma sensibilmente inferiore rispetto ai 43.236 metri cubi estratti nel 2023. Rallenta invece l’attività nella cava “Vaiolo Alta”, gestita da Unicalce Spa: dai 259.629 metri cubi scavati nel 2024 si è scesi a 230.912 metri cubi nel 2025, dato comunque superiore rispetto ai 204.498 metri cubi dell’anno precedente.
Il resoconto è allegato alla determina con cui il Comune di Lecco ha accertato l’incasso dei diritti di escavazione collegati all’attività delle cave, pari quest’anno complessivamente a 141.030 euro contro i 156.340 euro del 2024 e i 121.389 euro del 2023. L’84% di questo importo, ossia 118.465 euro, viene versato proprio a palazzo Bovara, il 14% è incassato dalla Provincia e il 2% spetta alla Regione. Benché accantonato da un po’ di tempo, quello delle cave rimane sempre una delle questioni aperte più delicate in città quando si parla di ambiente. Tra il 2021 e il 2022 si era sviluppato un intenso dibattito pubblico intorno soprattutto al futuro della cava “Vaiolo Alta”. In particolare, nel maggio 2021 la conferenza dei servizi aveva autorizzato Unicalce ad estrarre, a partire dal 2024 e fino al 2034, ulteriori 2.791.000 metri cubi di materiale. Questa concessione fu poi articolata nella convenzione firmata tra palazzo Bovara e la società a fine 2022. Nel dettaglio, la società, recentemente divenuta di proprietà del gruppo belga Carmeuse, potrà scavare fino al 2032 mentre gli ultimi due anni dell’accordo dovranno essere dedicati al recupero ambientale. Quest’ultimo avverrà attraverso il rimodellamento morfologico del fronte estrattivo esaurito, con l’abbattimento dei gradoni, a cui seguirà la ripiantumazione del 90% dell’area. Al termine della convenzione, fissato nel 2034, il Comune potrà decidere di acquisire la zona per poi destinarla ad uso pubblico. In base all’accordo firmato a fine 2022, inoltre, tra gli impegni a carico della società figurano la manutenzione delle vasche di laminazione lungo il torrente Tuff, la pulizia della fognatura nel tratto tra via Fornaci, corso Carlo Alberto fino al valletto Olasca e la manutenzione dell’alveo intubato dal valletto Olasca alla confluenza con il torrente Bione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA