Sondrio, l’export cresce ma l’incertezza globale impone cautela

Nel terzo trimestre 2025 l’export sale dell’1,3%, trainato da macchinari e alimentari. L’allarme della Camera di Commercio per le incertezze internazionali.

Sondrio

Import-export in crescita per la provincia di Sondrio, ma con un occhio di attenzione allo scenario globale.

Il commercio estero della provincia di Sondrio continua a mostrare segnali complessivamente positivi. Nel terzo trimestre 2025 le esportazioni raggiungono i 274,6 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che conferma la capacità delle imprese locali di presidiare i mercati esteri, pur in un contesto economico internazionale ancora incerto. Il confronto con il trimestre precedente evidenzia tuttavia una flessione congiunturale del 7,3%, in parte attribuibile alla stagionalità tipica dei mesi estivi.

Ancora più marcata la dinamica delle importazioni, che nel trimestre toccano quota 170 milioni di euro, con un aumento del 27,5% su base annua. Anche in questo caso non manca una lieve contrazione congiunturale (-6,1%), più contenuta rispetto a quella dell’export. I dati emergono dall’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia, che fotografa un sistema produttivo provinciale dinamico, ma chiamato a misurarsi con nuove sfide.

«Questi numeri – commenta la presidente della Camera di commercio di Sondrio, Loretta Credaro – descrivono un export nel complesso solido, capace di mantenere il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante le turbolenze tariffarie e le incertezze geopolitiche. È un quadro che richiede attenzione e capacità di lettura tempestiva: monitorare lo scenario globale e rafforzare l’accompagnamento all’internazionalizzazione resta una priorità per sostenere competitività e crescita delle nostre imprese».

Il baricentro delle esportazioni resta fortemente manifatturiero. Circa il 94% dell’export provinciale, pari a 259 milioni di euro, proviene da questo comparto, con un incremento tendenziale dello 0,9%. A trainare il risultato sono soprattutto i macchinari e apparecchi, che segnano un balzo del 58,9%, i prodotti alimentari (+19,3%) e le altre attività manifatturiere (+19,5%), in particolare forniture medico-dentistiche e articoli sportivi. In calo invece altri settori storicamente rilevanti, come i mezzi di trasporto (-27,8%), i metalli di base e prodotti in metallo (-12,7%), la farmaceutica (-18,8%) e gli apparecchi elettronici e strumenti di misura (-65,1%).

Nel dettaglio merceologico, le macchine di impiego generale si confermano la prima voce dell’export sondriese: 27,4 milioni di euro, pari a circa il 10% del totale, con una crescita straordinaria del 180,2%, spinta soprattutto dalla domanda proveniente dalla Norvegia. In forte accelerazione anche gli altri prodotti alimentari, che raggiungono i 22 milioni di euro (+51,4%), destinati principalmente a Francia, Slovacchia, Danimarca, Romania e Austria. Positivo anche l’andamento di altre categorie di macchinari e delle forniture medico-dentistiche. In contrazione risultano invece i metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi (-23,6%, per 24,7 milioni), gli altri prodotti in metallo (-30,2%, per 15 milioni) e i medicinali e preparati farmaceutici (-18,7%, per 14,8 milioni).

Dal punto di vista geografico, la Francia si conferma il primo mercato di destinazione dell’export provinciale, con 35 milioni di euro (12,8% del totale), seguita da Germania (34,4 milioni, 12,5%), Svizzera (28 milioni, 10,2%) e Norvegia (21,1 milioni, 7,7%).

Il quadro locale si inserisce in una dinamica regionale ancora robusta: nel terzo trimestre le esportazioni lombarde superano i 40 miliardi di euro, con una crescita tendenziale del 3,4%, a fronte di una flessione congiunturale del 4,3% legata alla stagionalità. A livello nazionale l’export cresce del 6,6%, con un contributo positivo soprattutto dai flussi intra-Ue. Un contesto che, anche per Sondrio, conferma l’importanza strategica dei mercati europei e della capacità di adattamento delle imprese alle trasformazioni del commercio internazionale.

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