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Giovedì 26 Marzo 2026
Studenti a Lecco: «Affitti salati, non si riesce a vivere»
Saltano i sogni d’indipendenza per i fuori sede in città. L’ex portavoce degli studenti, Pietro Perego: «500 euro per una stanza».
Lecco
Si fa sempre più fitta la schiera degli studenti che faticano a sostenere il costo della vita lontano da casa. L’orgoglio di non pesare sul bilancio familiare si scontra con una realtà complessa: affitti in aumento, disponibilità ridotta di appartamenti e costo della vita sempre più elevato.
Lecco, con il suo Poli, non fa eccezione. Pur lontana dalle tensioni estreme di Milano, segue lo stesso trend. Nei corridoi del campus questo disagio viene ben manifestato da chi, come Pietro Perego, prossimo laureato, in qualità di rappresentante degli studenti per anni ne è stato portavoce: “Fino al periodo pre-pandemia arrivare a Lecco e trovare casa per gli studenti era abbastanza semplice. Anche tramite passaparola: magari si stava una settimana in una sistemazione di fortuna e poi qualcosa si trovava”.
Un metodo spontaneo ma efficace, sostenuto anche da prezzi accessibili: “Nel 2019 si trovavano stanze a 250-300 euro. Non erano certo soluzioni di lusso, ma per uno studente erano più che sufficienti”. Il cambio di scenario arriva nell’estate del 2022, quando quel meccanismo si inceppa improvvisamente.
“A metà settembre il Politecnico si è trovato con circa 70 studenti senza alloggio. Alcuni, anche stranieri, erano pronti a rinunciare all’iscrizione”.
Un passaggio che segna l’ingresso del rompicapo casa tra le priorità, con l’attivazione, per l’occasione, di un tavolo urgente tra Politecnico, Comune e associazioni per governare l’emergenza. Ma al di là della risposta immediata, ciò che emerge è una trasformazione più profonda: l’offerta non è più quella di prima.
Il nodo, oggi, non è soltanto il costo, ma la disponibilità stessa degli immobili.
“Durante la pandemia molti appartamenti sono rimasti vuoti per mesi – continua Perego – e molti proprietari, approfittando del tempo e dei bonus per ammodernare, li hanno convertiti in affitti brevi. Il problema è che poi ci sono rimasti”.
Una dinamica che restringe fortemente il numero di abitazioni accessibili ai giovani, sia soli sia in coppia. L’analisi trova riscontro anche nel punto di vista degli operatori del settore. “È una tendenza reale, ma più selettiva che generalizzata”, osserva Massimo Magni, CEO di Affitti Brevi Italia.
“Il proprietario non abbandona l’affitto tradizionale per moda, ma per una valutazione del rischio”. Il tema centrale, infatti, non è solo la redditività, ma la sicurezza: “Se un proprietario ha avuto anche una sola esperienza negativa, come una morosità o difficoltà a liberare l’immobile, quella stabilità viene percepita come rischio”. Al contrario, negli affitti brevi “il pagamento è anticipato, la permanenza limitata e il rischio di insolvenza è quasi nullo. Gli affitti brevi non sono il capro espiatorio, ma si accompagnano a un’offerta invisibile di immobili lasciati sfitti per anni”.
A Lecco, questo equilibrio si gioca su un terreno articolato e insidioso. “È un territorio ibrido: turistico, residenziale e universitario insieme”, sottolinea Magni. E proprio questa natura mista contribuisce a spingere il mercato verso modelli più flessibili, dove gli immobili possono cambiare destinazione nel corso dell’anno.
Nel frattempo, i prezzi salgono. “Oggi una stanza si trova tra i 400 e i 500 euro”, sottolinea Perego. Un aumento drammatico rispetto al passato, ma ancora lontano da situazioni estreme come Milano. “Affitti di 800 euro per pochi metri quadrati qui fortunatamente non esistono”. Eppure, il capoluogo lombardo resta un riferimento: la vicinanza geografica e la crescita generale dei costi finiscono per influenzare anche il mercato lecchese.
Non si sottrae a questa logica il Politecnico, che con circa 200 posti letto nelle proprie residenze copre oltre il 10% degli studenti del campus. Un elemento che dovrebbe contribuire a stabilizzare il mercato, ma che in realtà ne riflette le tensioni. “Le residenze sono gestite con criteri uniformi a livello nazionale e questo significa che i prezzi di Milano, Firenze o Bologna incidono anche su Lecco”.
Gli studentati restano sullo sfondo, tra progetti ipotizzati e realizzazioni incerte, mentre le urgenze del quotidiano sono più vive che mai: “È impensabile per uno studente mantenersi da solo, soprattutto nei corsi più impegnativi, come ingegneria edile-architettura, dove il carico tra laboratori e progetti rende impossibile affiancare anche un semplice lavoretto”.
Così il sistema è fuori controllo e il mercato si trasforma più velocemente delle regole che lo governano.
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