Turisti statunitensi, crescita in Valtellina grazie alle Olimpiadi

Mancano ancora alcuni giorni alla chiusura dei Giochi, ma in provincia di Sondrio i dati sono promettenti Circa uno spettatore straniero su tre proviene dagli Usa, poi Svizzera (14,5%) e Germania (11,4). Sold out per lo skialp

Sondrio

Non è ancora un bilancio definitivo, ma i dati ufficiali al giro di boa sulle Olimpiadi invernali 2026 presentati a Casa Lombardia martedì sono più che positivi.

L’evento, dal titolo “Valtellina, destinazione Giochi Olimpici”, ha visto l’intervento del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, e il presidente della Fondazione, Giovanni Malagò. «I primi dati di questi Giochi Olimpici vanno oltre le nostre più rosee aspettative - ha commentato Fontana - ma stiamo cauti visto che mancano ancora dei giorni di gara».

Risultati frutto del lavoro pianificato negli anni, non solo per le performance sportive ma anche per la risposta dei visitatori. Sulla stessa linea Malagò, che ha definito la Lombardia all’altezza di un evento destinato a entrare nella storia dello sport italiano, grazie alla competenza degli attori coinvolti e alle imprese degli atleti azzurri e soprattutto ai 18mila volontari.

Le sedi lombarde hanno ospitato un numero importante di competizioni: complessivamente sono stati coinvolti 1.655 atleti, con 441 medaglie assegnate in 64 eventi sportivi in Lombardia. Tra le venue olimpiche la Valtellina ha visto dell’assegnazione di medaglie a Bormio, dove sullo Stelvio Ski Center - dopo lo sci alpino - sarà oggi la volta dello scialpinismo, mentre il Livigno Snow Park e l’Aerials & Moguls Park hanno ospitato sci acrobatico e snowboard.

Importanti anche i numeri dell’ospitalità. Oltre al Villaggio olimpico di Milano, sono stati messi a disposizione sette hotel - quattro a Bormio e tre a Livigno - per un totale di 2.600 posti letto e oltre 120mila pasti serviti.

Il 64% dei biglietti venduti per assistere alle gare olimpiche riguarda eventi disputati in Lombardia, particolarmente significativo il dato sugli spettatori stranieri, con la Valtellina che ha registrato una forte presenza dagli Stati Uniti, pari al 27,5%, seguiti da Svizzera con il 14,5% e Germania con l’11,4%.

«Possiamo dire che grazie ai Giochi la Valtellina aprirà un mercato americano, sino a oggi sconosciuto», le parole di Fontana. Bene i tassi di vendita dei biglietti, con percentuali elevate per le gare valtellinesi: un sold out a Bormio per lo scialpinismo, disciplina al debutto olimpico, lo sci alpino maschile ha registrato il 94%, mentre a Livigno lo sci acrobatico il 70% e lo snowboard 69%.

«Sono arrivato a Milano che sembra primavera, mentre a Livigno c’era una bufera di neve in corso - le parole di Andrea Varnier -. Questo modello diffuso dei Giochi sta piacendo, oltre che agli spettatori, anche agli addetti ai lavori, senza particolari ripercussioni in termini della logistica che stiamo gestendo al meglio».

Buona anche l’affluenza anche nei Fan Village, con 32mila visitatori a Livigno e 22mila a Bormio.

Sul fronte mediatico e digitale, nella prima settimana dei Giochi l’account @olympics ha raggiunto 7,4 miliardi di visualizzazioni. Tra i broadcaster, Warner Bros - Discovery ha registrato un incremento del 102% delle ore di trasmissione rispetto a Pechino 2022, mentre la Rai ha segnato una media di share del 15,9%, che sale al 20,3% nella fascia under 35, un altro dei successo di questi Giochi.

Durante l’evento spazio anche all’offerta turistica ed enogastronomica con l’intervento di Fabio Grazioli di Apf Valtellina, così come sull’agroalimentare valtellinese, un comparto che vale oltre 300 milioni di euro come ricordato da Marco Chiapparini del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, con i presenti che hanno potuto apprezzare qualche tipicità dell’enogastronomia locale nel catering allestito dallo chef stellato Gianni Tarabini de La Fiorida.

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