Economia / Sondrio e cintura
Martedì 17 Febbraio 2026
Vino, anche i produttori valtellinesi dicono no al croato “Lumbarda Dop”
L’associazione Ascovilo ha presentato opposizione alle autorità europee. La Valtellina teme ripercussioni economiche per i suoi vini pregiati.
Sondrio
La richiesta di riconoscimento della denominazione “Lumbarda Dop” avanzata dalla Croazia riaccende il confronto sul valore delle indicazioni geografiche e coinvolge direttamente anche la provincia di Sondrio, territorio simbolo della viticoltura alpina lombarda.
Ascovilo, l’associazione che riunisce i consorzi vitivinicoli della regione, ha presentato formale opposizione alle autorità europee ritenendo che la denominazione proposta possa creare confusione con i nomi “Lombarda” e “Lombardia”, già fortemente identificativi sui mercati nazionali e internazionali.
«Non è una posizione contro un altro Paese – ha spiegato la presidente Giovanna Prandini – ma una scelta di responsabilità verso il nostro territorio e le nostre imprese». Secondo Ascovilo, la somiglianza fonetica e grafica potrebbe indebolire l’identità dei vini lombardi, soprattutto all’estero, dove la riconoscibilità geografica rappresenta un elemento decisivo nella scelta del consumatore.
Per la provincia di Sondrio il tema assume un significato particolarmente concreto. La Valtellina è infatti una delle più importanti aree viticole di montagna d’Europa, caratterizzata da vigneti terrazzati sostenuti da chilometri di muretti a secco e da una viticoltura definita “eroica” per le condizioni di lavoro estreme. È proprio qui che nasce il Nebbiolo delle Alpi, base di vini di grande prestigio come il Rosso di Valtellina, il Valtellina Superiore e lo Sforzato, prodotti che rappresentano non soltanto un’eccellenza enologica ma anche il simbolo identitario del territorio.
Il comparto vitivinicolo valtellinese, coordinato dal Consorzio tutela vini di Valtellina, costituisce un pilastro dell’economia provinciale. Attorno alla produzione del vino ruotano occupazione, attività di trasformazione, commercio, turismo enogastronomico e valorizzazione del paesaggio. Senza tralasciare il fatto che la coltivazione della vite, oltre a generare reddito, svolge un ruolo fondamentale nel presidio della montagna e nella prevenzione dell’abbandono dei versanti terrazzati, che rappresentano un patrimonio culturale e ambientale unico.
Proprio per questo, la possibile introduzione di una denominazione percepita come simile potrebbe avere ripercussioni economiche non trascurabili. Nei mercati internazionali, dove spesso la conoscenza delle regioni italiane è limitata, la chiarezza del nome geografico diventa un fattore strategico per distinguersi e mantenere valore competitivo.
La battaglia avviata da Ascovilo si inserisce dunque in una più ampia difesa del sistema europeo delle Dop, che tutela il legame tra prodotto, territorio e tradizione produttiva. Nel caso della Valtellina, questo legame è particolarmente forte: clima alpino, esposizione dei vigneti, suoli e tecniche di vinificazione contribuiscono a creare vini non replicabili altrove.
Difendere le denominazioni significa quindi difendere non solo un marchio, ma un intero sistema economico e sociale che sostiene comunità, occupazione e identità locale.
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