Calcio Lecco: a Catania senza paura, Valente chiede pazienza e anima

Dopo il pareggio dell’andata, il Lecco prepara la sfida decisiva in Sicilia con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà il Catania. Valente punta su intensità e fiducia, mentre Toscano invita i suoi a non abbassare la guardia. Per i blucelesti tornano a disposizione Metlika e Duca

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Inutile illudersi. Il Catania non commetterà mercoledì sera l’errore di sottovalutare il Lecco. Domenico Toscano l’ha detto a chiare lettere: il Lecco è pericoloso. «All’inizio abbiamo fatto fatica. Dopo 20′ abbiamo iniziato a trovare il filo con i playoff, nel secondo tempo la squadra è andata meglio, soprattutto nei minuti finali. Sono contento della prestazione, c’è da migliorare ancora: abbiamo capito che avversario abbiamo di fronte, una squadra pericolosa che verrà a Catania senza speculare. Dovremo avere le antenne alzate, servirà il miglior Catania».

Punto. Niente “effetto sorpresa”. Ma questo Valente lo sa bene anche perché aveva provato a sorprendere il Catania in apertura. «All’inizio della gara avevamo l’obiettivo di dare un ritmo altissimo, per questo l’intensità ci ha permesso di dar loro qualche problema. Siamo, però, ai primi 90′ e in casa loro sarà diversa la partita: il pari non è sempre un risultato di cui fidarsi, dovremo avere la pazienza di giocare con la massima fiducia, ma anche con pazienza perché la partita non si vince al primo o quinto minuto. Dovremo difendere con l’anima, trovando giocate chiare e decisive per entrare in area. Il Catania ha qualità importanti, ora dobbiamo recuperare ma questa partita dovrà dare energia: i ragazzi hanno sciolto un nodo, andiamo senza avere qualcosa da perdere. Bisogna prepararla bene».

Le sicurezze, però, non mancano e rientreranno sia Metlika a centrocampo che Duca in attacco. Due variabili che Toscano non conosce, se non per averle viste nei video. Non è la stessa cosa. Ma Valente sa anche che non contano, con tante partite di seguito, le caratteristiche tecniche. Sono più importanti motivazioni e stato di forma. Per questo nulla è scontato. «Bisognerà capire chi starà bene, il che è un punto di domanda: abbiamo solo due giorni di recupero. Domani artiremo e poi faremo di tutto per passare il turno».

Poi c’è quello Stefano Bonaiti che dimostra sul campo con i fatti che anche se lo hanno fatto sedere spesso in panchina, lui è nato bluceleste. E quando è chiamato risponde sempre “presente”. Ma è anche un ragazzo intelligente che sa che il calcio è sport di squadra e non si deve mai guardare al singolo. Neanche a sé stessi. E infatti ammette: «Se siamo arrivati fin qua è perché abbiamo dei valori importanti. Vedremo quali sono le possibilità per fargli male, consapevoli che sarà una gara secca che dovremo vincere. Servirà un po’ più di precisione negli ultimi metri, ma il gol lo possiamo fare. Il fattore emotivo sarà fondamentale, si può segnare anche al 95′. Sipos? Se siamo qui lo dobbiamo anche a lui che ci ha portato tantissimi punti. Non lo cambierei con nessun altro attaccante al mondo, qualcosa di bello lo aspetta ancora con la nostra maglia».

E sul suo rendimento in Lecco-Catania taglia corto: «Sono a disposizione quando vengo chiamato in causa. L’altra sera mi ero proposto di godermela: è un onore rappresentare la gente sugli spalti, tre anni fa ero in Curva. Potevo fare meglio nella gestione di alcune situazioni, ma prendo consapevolezza».

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