Rispoli, l’uomo nero dei blucelesti. Aliberti scrive a Marani: «Così non si arbitra»

Dopo gli errori della sfida con il Cittadella lettera del presidente alla Figc

Lecco

Più passa il tempo, più gli episodi decisi dall’arbitro Rispoli di Locri a favore del Cittadella appaiono grotteschi. Le immagini in possesso del Lecco (che ha sempre una sua telecamera 360° sugli spalti), ma anche quelle di Sky, dimostrano con bassissima percentuale di errore che il gol di Zanellato era regolare e che almeno l’espulsione, se non addirittura l’esistenza del fallo di Parker che ha portato all’annullamento del rigore per il Lecco, è «inventata». Il presidente del Lecco Aniello Aliberti per questo sta per inviare al presidente di Lega Pro Matteo Marani una missiva in cui non «piange», come farebbero altri, per gli episodi che hanno detto male ai blucelesti, ma per invitare gli arbitri a migliorare le loro prestazioni e una migliore integrazione tra di loro.

Aliberti spiega: «La prima mezz’ora dopo la partita è stata di nero totale. Poi visto che tanto è inutile arrabbiarsi di più o di meno, non cambia niente, ho cominciato già a pensare alla partita successiva. Comunque io non penso mai ad errori contro di noi, specifici: penso che sia proprio la qualità che deve migliorare negli arbitri, deve migliorare anche il rapporto arbitro-guardalinee-quarto uomo perché a volte non si capisce: il guardalinee dà una mano o non la dà all’arbitro? Conta o non conta? Il quarto uomo è lì a fare cosa? Solo a entrare se si fa male l’arbitro? Per non parlare dell’Fvs».

Aliberti non pensa neanche alla mala fede: «Assolutamente. Però quel fuorigioco (di Zanellato che segna regolarmente, ndr) è inspiegabile. Io posso capire le riprese, che sono in diagonale eccetera, però Angeli, il loro numero 4, ha il cerchio del dischetto del rigore dietro il suo piede, e quello fa fede. Il dischetto è lì, non è che lo prendi in prospettive diverse e quindi francamente non capisco quell’annullamento. È inspiegabile. Anche sul rigore annullato: io il fallo non lo vedo proprio, ma comunque l’espulsione è assurda. Dov’è il giallo? Penso che l’arbitro sia andato proprio nel pallone totale, ha vissuto un blackout. È un essere umano quindi può sbagliare, però tre-quattro decisioni, che io ritengo errori e che l’arbitro invece difenderà, sono tutti a carico di una sola squadra. Onestamente è questo che ti lascia l’amaro in bocca... Però il calcio è questo».

E le proteste, la prova Tv che non può esserci per cose del genere, lasciano il tempo che trovano: «Infatti farò solo una lettera al presidente Marani per sollecitare il mondo arbitrale a migliorare le prestazioni dei propri arbitri. D’altronde è inutile urlare, sbraitare, anzi: crei a volte un effetto boomerang che ti ritorna indietro. Bisogna lasciar perdere, tanto bastasse protestare o urlare, lo faremmo tutti. Invece solo che può solo indispettire ancora di più il mondo arbitrale, per cui posso solo sollecitare l’associazione arbitri a fare qualcosa in più per migliorarsi perché questo non è un problema solo nostro, ma di chiunque voglia un calcio giusto».

Per la seconda volta in questa stagione Aniello Aliberti è andato al Rigamonti-Ceppi, ieri mattina, a incontrare e a parlare con la squadra: «Ho finito adesso di parlare con la squadra, non lo faccio mai. Ho parlato ai giocatori per rassicurarli. Ho fatto loro i complimenti perché hanno giocato a mio avviso un’ottima partita, un primo tempo spettacolare e quindi ho detto loro di non mollare. Certo ora tutto è in gioco, dal secondo al quinto posto, mentre se avessimo vinto come avremmo meritato... Però l’importante è che la squadra c’è e io la squadra l’ho vista carica e ci tenevo a dirlo ai ragazzi. E sono certo che nessuno di loro mollerà».

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