Lecco. «Bene la crescita

Va consolidata con l’innovazione»

Api Lecco: il presidente Sabadini: «Usciti dalla crisi grazie alla testardaggine degli imprenditori, ma dobbiamo migliorare sui temi della ricerca»

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LECCO

La ripresa c’è. Negli ultimi mesi, gli ordini alle imprese hanno assunto un flusso via via crescente, soprattutto dall’estero. «E gli imprenditori - chiosa Luigi Sabadini, presidente di Api Lecco - hanno un’espressione più distesa, se non proprio sorridente».

Senza esagerare, è il ritorno della fiducia e dell’ottimismo dopo anni di buio e di una luce in fondo al tunnel che sembrava impossibile da raggiungere. «A maggio - ricorda Sabadini - terminerò i due mandati da presidente dell’Api. Sei anni. Anni difficili per le imprese e le loro rappresentanze, per tutti. È stato un periodo impegnativo che ha cambiato il modo di lavorare in impresa e ruolo e compiti delle associazioni d’impresa. Con la crisi è diventata più importante l’assistenza e la fornitura di servizi a scapito della rappresentanza politica».

Sabadini continua: «Ora il clima è cambiato, anche se avremo una ripresa vera quando anche l’occupazione crescerà e quando riprenderanno gli investimenti in opere pubbliche. E va ricordato - sottolinea il numero uno di via Pergola - che il prossimo anno si annuncia con diverse incognite: in Italia avremo le elezioni con il rischio di non avere una maggioranza, mentre la Bce dovrebbe cominciare il rientro dal quantitative easing, con conseguenze sul costo del denaro e sul credito alle imprese, soprattutto di minori dimensioni. Sono elementi di incertezza che gravano sulla visibilità e le prospettive delle aziende. E il primo semestre dell’anno potrebbe essere decisivo sotto diversi aspetti».

Questo è il contesto generale nel quale lavorano le imprese. Il Lecchese si segnala per vivacità imprenditoriale e per la propensione all’export. «La crescita delle nostre aziende è il frutto della testardaggine degli imprenditori e delle competenze dei lavoratori che ci consentono di proporre prodotti di qualità, a prezzi concorrenziali. Rispetto ad altri territori, penso ad esempio all’Emilia, in media dobbiamo migliorare nell’innovazione di prodotto. Ma è un limite di cui gli imprenditori sono consapevoli, lo dimostrano gli sforzi che stanno facendo per recuperare il ritardo e per entrare in mercati meno maturi. Penso ad esempio, ai rapporti con i centri di ricerca e le università che si sono intensificati, o alla crescenti assunzioni di tecnici e ingegneri».

Sei anni fa, quando assunse la presidenza di Api lei segnalò la difficoltà delle piccole imprese a beneficiare di un trasferimento tecnologico efficace. La situazione è migliorata? «Direi di sì, sono nate iniziative e progetti che hanno agevolato il trasferimento di tecnologia tra centri di ricerca e aziende. Tra questi, c’è ApiTech che si può considerare una sorta di ufficio esternalizzato per la ricerca e lo sviluppo delle aziende che, in un anno e mezzo, ha consentito di realizzare una ventina di progetti di ricerca sui prodotti e processi. Inoltre, ApiTech ha contribuito a costruire un percorso virtuoso tra aziende e giovani ricercatori che hanno imparato a conoscersi, a collaborare e a lavorare assieme. Sempre in tema di innovazione va ricordata - continua Sabadini - la risposta delle imprese al bando Ecosistema innovazione Lecco che ha coronato il lavoro di preparazione che avevamo fatto come Camera di commercio».

A proposito di lavoro di squadra, il presidente dell’Api sottolinea «il buon lavoro che stiamo facendo come associazioni d’impresa su progetti strategici che hanno avuto come argomento l’innovazione o l’alternanza scuola lavoro. Sono temi che avranno ricadute importanti sulla crescita di tutto il nostro territorio».

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